Federfarma, cala la spesa nei primi sei mesi del 2010. Aumentano le ricette

Farmaci | Redazione DottNet | 30/10/2010 16:15

La spesa farmaceutica convenzionata netta a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn), nel primo semestre 2010, ha fatto registrare una diminuzione dell'1,4% rispetto allo stesso periodo del 2009, a fronte di un aumento del numero delle ricette del +2,8%. Sono i dati raccolti dalla Federazione dei titolari di farmacia italiani (Federfarma). Nel primo semestre 2010 - rileva Federfarma - le ricette sono state quasi 299 milioni, pari a 5 per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del Ssn sono state quasi 547 milioni, con un aumento del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2009. Ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media 9,2 confezioni di medicinali a carico del Ssn.

 Nel mese di aprile 2010 la spesa farmaceutica netta convenzionata Ssn è diminuita del 2,5%, rispetto ad aprile 2009, mentre e' aumentato il numero delle ricette (+2,6%); nel mese di maggio la spesa e' rimasta invariata rispetto a maggio 2009, mentre il numero delle ricette è aumentato del 5,1%; nel mese di giugno la spesa è diminuita del 2,5%, a fronte di un aumento del numero delle ricette del 4,3%.L'andamento della spesa nei primi sei mesi del 2010 - sottolinea Federfarma - continua a essere influenzato dall'incremento del numero delle ricette e dal contestuale calo del valore medio delle ricette stesse (-4,1%): si prescrivono più farmaci, ma di prezzo mediamente più basso. Tale risultato è dovuto alle riduzioni dei prezzi dei medicinali varate a più riprese dal Governo e dall'Aifa (da ultimo quello del 12,5% sui medicinali equivalenti Ssn, in vigore dal 1 giugno al 31 dicembre 2010), al crescente impatto del prezzo di riferimento per i medicinali equivalenti, a seguito della progressiva scadenza di importanti brevetti, e alle misure applicate a livello regionale. Tra queste ultime, l'estensione in diverse regioni del rimborso di riferimento agli inibitori di pompa protonica (misure che, come previsto dalla legge 222/2007, non potranno piu' essere introdotte); la reintroduzione (in Abruzzo, Campania, Lazio e, dall'8 maggio 2009, Calabria) o l'appesantimento (Sicilia) del ticket; la distribuzione diretta o tramite le farmacie di medicinali acquistati dalle Asl. Le farmacie - evidenzia la Federazione - continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa, oltre che con la diffusione degli equivalenti e con la tempestiva fornitura dei dati analitici dei medicinali erogati in regime di Ssn, anche con lo sconto al Ssn. Nei primi sei mesi 2010 le farmacie hanno garantito, proprio con lo sconto al Ssn, un risparmio di oltre 310 milioni di euro, ai quali si aggiungono oltre 36 milioni derivanti dal pay-back, posto a carico delle farmacie dal 1 marzo 2007, prorogato per tutto il 2010. A tali oneri si è aggiunto nel 2009 il contributo aggiuntivo temporaneo per l'anno 2009, nella misura dell'1,4% della spesa farmaceutica convenzionata lorda Ssn, per un importo complessivo di circa 180 milioni di euro, totalmente a carico delle sole farmacie. Il decreto legge 78/2010 in vigore dal 31 maggio 2010, inoltre, ha introdotto una trattenuta del 3,65% a carico delle farmacie, poi cancellata dall'applicazione di una trattenuta dell'1,82%, a decorrere dal 31 luglio e in attesa delle definizione di una nuova remunerazione delle farmacie. E' bene ricordare che lo sconto a carico delle farmacie ha un carattere progressivo in quanto aumenta all'aumentare del prezzo del farmaco, facendo sì che i margini reali della farmacia siano regressivi rispetto al prezzo.A seguito degli interventi regionali sui ticket - riporta Federfarma - l'incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini è passata dal 5,9% del primo semestre 2009 al 7,1% del primo semestre 2010. Nelle regioni con ticket più incisivo le quote di partecipazione hanno un'incidenza sulla spesa lorda tra il 7,4% e il 10,5%. Da notare anche l'aumento medio dell'incidenza delle quote pagate dai cittadini nelle regioni che non applicano ticket sui farmaci (dove i cittadini pagano solo l'eventuale differenza tra prezzo di riferimento e prezzo della specialità medicinale più costosa): in queste regioni, nel primo semestre 2010, le quote di partecipazione hanno avuto un'incidenza sulla spesa lorda tra il 3,1% e il 4,1%, che oscillava, però, tra il 2% e il 3% nel primo semestre 2009. Il maggior onere per i cittadini - sostiene la Federazione - è dovuto in gran parte alle polemiche strumentali che hanno investito i farmaci generici, accusati di scarsa efficacia, e la sostituzione da parte del farmacista. Tali polemiche hanno fatto sì che i cittadini siano resi diffidenti nei confronti del generico e tendano spesso a preferire il farmaco di marca, pur dovendo pagare la differenza di prezzo. Il calo di spesa, nel primo semestre 2010, è particolarmente evidente in Molise (-9,7%), Calabria (-9,4%), Basilicata (-6,1%), Liguria (-4,8%), Marche (-4,3%), Piemonte (-3,6%). Molise, Calabria, Liguria e Molise, in particolare, sono Regioni interessate da piani di rientro dal deficit, che hanno adottato misure di contenimento della spesa molto drastiche, quali l'introduzione o l'aumento del ticket e il potenziamento della distribuzione di medicinali acquistati dalle Asl direttamente agli assistiti e/o tramite le farmacie convenzionate sulla base di specifici accordi. Clicchi qui per commentare.

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