Annali dei diabetologi diventino linee guida per regioni e ministeri

| 31/10/2010 21:31

E' ottima l'organizzazione della sanita' italiana nel campo della prevenzione e diagnosi precoce del melanoma, ma le visite per i nei in eta' pediatrica sono eccessive. A fotografare la realta' del nostro Paese lo studio META (MElanoma TAsk force) che ha analizzato l'organizzazione strutturale ed il percorso diagnostico in 120 ospedali italiani. I dati, presentati al congresso nazionale dell'Intergruppo Melanoma Italiano, dimostrano che i nostri nosocomi sono in linea con i moderni percorsi nella diagnosi precoce del melanoma. Ma se da un lato il controllo clinico rimane uno strumento di monitoraggio importante nella strategia preventiva, la frequenza dei controlli richiesti sui bimbi sembra eccessiva, vista la rarissima incidenza di melanomi tra quest'ultimi.

 Ma la forte attenzione che le mamme di oggi hanno verso il sole e la pelle dei figli e le maggiore attenzione ai nei dei pediatri di base hanno fatto 'lievitare' le prime visite e di conseguenza i controlli periodici. Controlli che invece i dermatologi consigliano dopo i 25 anni di eta' visto che in Italia, tra il 2003-2005, il melanoma ha rappresento il 2,1% di tutti i cancri e l'1,1% di tutti i decessi per tumore ed e' al terzo posto per numero di nuovi casi nella fascia di eta' 25-44 anni. Dal META, comunque, emerge evidente il ruolo centrale del dermatologo nella gestione diagnostica del melanoma con lo sviluppo di ambulatori specializzati, presenti nel 65% degli ospedali. Non solo: rispetto ai paesi europei ed extraeuropei, l'Italia primeggia nella valutazione clinico-strumentale. 'Nel 94% delle strutture - spiega Ignazio Stanganelli, del Centro clinico-sperimentale di Oncologia dermatologica dell'Istituto Tumori Romagna - viene eseguita durante la visita la valutazione clinica generale a occhio nudo associata alla dermoscopia o epiluminescenza'. Questa tecnica non invasiva consente di visualizzare le strutture peculiari della lesione esaminata non visibili a occhio nudo. Risultato: si aumenta l'accuratezza diagnostica, si abbassa il rischio di sbagliare o ritardare la diagnosi del melanoma e si riduce la possibilita' di asportare chirurgicamente nei benigni. Altro dato rilevato nel META e' il controllo e il numero di asportazioni chirurgiche preventive dei nevi presenti alla nascita (congeniti). Questi possono essere piccoli (sino a 1,5 cm) e intermedi (sino a 20 cm). Visto il rischio di evoluzione maligna vengono prescritti monitoraggi clinici periodici o l'asportazione chirurgica. 'Nei bambini - continua Stanganelli - vengono asportati l'11% dei nevi congeniti piccoli e il 22% dei nevi intermedi. Nel restante 89% viene effettuato un controllo periodico variabile dai 6 mesi ai 2 anni'. Controlli, secondo gli esperti, che potrebbero essere rallentati. Nell'adulto invece il tasso di escissione preventive sale al 24% nel caso di nevi piccoli e al 41% nel caso de quelli intermedi. Anche in questo caso i controlli clinici avvengono con un intervallo dai 6 mesi ai 2.

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