Celiachia distrugge placenta e causa aborto ripetuto. Ricercatori Cattolica di Roma svelano legame

| 03/11/2010 12:13

La celiachia, se non curata, “divora” la placenta. E' il meccanismo svelato da ricercatori dell'università Cattolica-Policlinico Agostino Gemelli di Roma, alla base del legame tra malattia celiaca (intolleranza al glutine) e aborti in gravidanza. Le donne celiache non in cura, infatti, vanno incontro ad aborti spontanei con un rischio triplo rispetto alle altre future mamme e molte di loro non sanno neppure di essere intolleranti al glutine, per cui non possono prevenire la perdita di un figlio. I ricercatori hanno spiegato che gli anticorpi 'impazziti' alla base della celiachia arrivano sin nella placenta, andando a distruggere le cellule placentari in una ricerca pubblicata sulla rivista 'The American Journal of Gastroenterology'. A guidare lo studio l'equipe di Antonio Gasbarrini, dell'Unità operativa complessa di medicina interna e gastroenterologia del Gemelli e Nicoletta Di Simone, del Dipartimento per la tutela della salute della donna e della vita nascente del Policlinico Gemelli, in collaborazione con Marco Silano dell'Istituto superiore di sanità.

"La celiachia colpisce una persona ogni 80-90 - ha spiegato Gasbarrini - e purtroppo spesso non viene riconosciuta perché i sintomi sono scarsi o nulli. Ciò significa che molte persone ne soffrono senza saperlo". Una situazione molto pericolosa per le donne, ha spiegato Di Simone, perché "è ormai certo che la celiachia è collegabile a molti problemi ginecologici (dagli aborti ricorrenti a problemi e ritardi di sviluppo fetale, dai parti prematuri alla menopausa precoce e all'osteoporosi)". Il problema degli aborti spontanei ricorrenti riguarda il 15% delle donne sane, ma è molto più diffuso tra le donne celiache. "In un caso su due - ha precisato Di Simone- una donna celiaca che non segue una dieta senza glutine va incontro ad aborti ricorrenti". Di fatto, ha spiegato Gasbarrini, "il rischio aborto è triplicato in presenza di celiachia". Ebbene, gli esperti sono arrivati al centro del problema e hanno identificato tutti i passaggi che portano una donna celiaca a perdere il feto: in pratica, tra gli anticorpi impazziti prodotti dall'organismo malato, ci sono quelli attivi contro l'enzima transglutaminasi che serve a demolire la gliadina, una componente del glutine. Gli studiosi dell'ateneo romano hanno per primi dimostrato come anticorpi anti-transglutaminasi siano in grado di determinare un danno alla funzionalità placentare con inibizione della capacità invasiva delle cellule placentari, essenziale per permettere l'impianto dell'embrione. Inoltre, poiché precedenti studi avevano dimostrato che a livello placentare in donne celiache si formano dei depositi di gliadina, è stato valutato l'effetto della gliadina su campioni di placenta di donne celiache in cura (cioè a dieta senza glutine), che avevano portato normalmente a termine una gravidanza. I ricercatori hanno rilevato una forte risposta immunitaria con infiltrazione linfocitaria tissutale e al tempo stesso infiammatoria che ha portato a morte le cellule placentari. E' chiaro quindi che nelle donne celiache, anche se asintomatiche, gli anticorpi malati vanno a far danni anche nella placenta e "l'unica soluzione preventiva all'aborto - ha spiegato Di Simone - è seguire diligentemente una stretta dieta senza glutine a partire almeno da sei mesi prima del concepimento, in modo da azzerare la presenza dei distruttivi anticorpi anti-transglutaminasi in circolo nel sangue. E' importante - ha concluso la ricercatrice della Cattolica - che i professionisti del settore si insospettiscano di fronte a una paziente che ha avuto aborti ricorrenti e che, quindi, eseguano anche uno screening diagnostico per escludere la possibilità di essere in presenza

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