Effetto della terapia con statine sulla mortalità nei pazienti affetti da cardiomiopatia dilatativa non-ischemica

Cardiologia | | 08/11/2010 17:42

Uno studio effettuato presso il Dipartimento di cardiologia della Capital University of Medical Science in Cina, ha analizzato l'effetto della terapia con statine (atorvastatina e simvastatina) sulla mortalità nei pazienti affetti da cardiomiopatia dilatativa non ischemica. Durante lo studio retrospettivo sono stati arruolati un totale di 315 pazienti con cardiomiopatia dilatativa non ischemica, nei quali è stata valutata la possibile associazione tra la terapia con statine al ricovero iniziale e alle cause di mortalità. Con l'analisi single-factor, è stata evidenziata un tasso di mortalità pari al 17,2% nel gruppo di pazienti sottoposti a terapie di statine; questo valore è stato significativamente inferiore nel gruppo di pazienti non sottoposti a terapia a base di statine; inoltre nei pazienti caratterizzati da un peggioramento della funzione cardiaca, NYHA III - IV, la mortalità del gruppo di statine è stato del 17,2%, mentre un tasso di mortalità molto più elevato del 47,4% è stato riscontrato nei soggetti  non tratti farmacologicamente con statine.

Con l'analisi multi-fattoriale, tenendo conto di fattori quali l’età, il sesso, la storia di ipertensione, il diabete mellito, il fumo di sigaretta, i livelli di lipoproteine ad alta densità di colesterolo, i livelli di lipoproteina a bassa densità di colesterolo, la frazione di eiezione ventricolare sinistra, la classe funzionale NYHA, l'uso di inibitori dell'enzima di conversione inibitori, l'uso dibloccanti β, aldosterone e altri diuretici, l'uso di digossina e di calcio-antagonista,  è stato riscontrato che il rischio relativo di morte in pazienti trattati farmacologicamente con  statine è stato 0,352 (95% IC ,135-0,920, P = 0.033). Nei pazienti con NYHA III - IV, il rischio relativo di morte nel caso di associazione con una terapia con statine è stata 0,250 (95% CI ,081-0,778, P = 0,017).
Dai dati raccolti si è concluso che il trattamento precoce con atorvastatina o simvastatina è strettamente correlata con la riduzione del rischio di mortalità nei pazienti affetti da cardiomiopatia dilatativa non-ischemica, specialmente in quelli con grave insufficienza cardiaca.Tale correlazione è indipendente dagli effettiipolipemizzanti di statine, dagli ACE inibitori e dalla terapia β-bloccanti.

Bibliografia: Li X, XP Li u et al.Effect of statin therapy on mortality in patients with non-ischemic dilated cardiomyopathy. Zhonghua Yi Xue Za Zhi. 2010 Jul 27;90(28):1974-7.

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