Sanità come opportunità: ogni due posti di lavoro nel settore medico ne porta altri tre nel sistema generale

Redazione DottNet | 08/11/2010 20:46

Per rilanciare il Paese dopo la crisi economica basterebbe cambiare punto di vista: non più guardare alla sanità come a un costo, ma come a un'opportunità di investimento. Anche perché creare due nuovi posti di lavoro nel settore medico e farmaceutico porterebbe automaticamente a generare tre nuovi posti di lavoro più in generale nel sistema economico, compresi i settori dell' industria, dell'agricoltura e dei servizi. Il dato arriva dal Forum di Meridiano Sanità, che quest'anno riunisce gli esperti sul tema delle sfide della sanità per il futuro dell'innovazione.

 'Il Paese dovrebbe smetterla di riferirsi alla sanità come a un costo da tagliare - commenta Valerio De Molli di European House-Ambrosetti, che organizza il Forum - ma dovrebbe iniziare a vederla come un'area di investimento, e a ragionare sul lungo termine, perché così facendo si possono anche creare posti di lavoro in settori delicati come quello femminile e giovanile'. Secondo i dati analizzati da Meridiano Sanità, inoltre, ogni 100 euro investiti nel settore per soddisfare la domanda di salute dei cittadini 'genera, tramite le relazioni inter-industriali attivate come impatto diretto, indiretto e indotto, un aumento della domanda complessiva nel sistema economico di 183 euro'. Ogni 100 euro spesi, insomma, se ne guadagnano 183. Di questo guadagno generato, 107 euro sono trattenuti all'interno dello stesso settore sanitario, ma 30 euro sono riversati nell'industria manifatturiera, 14 euro nelle attività immobiliari e di servizi alle imprese, 7 euro nei trasporti e 8 nel commercio. 'Nel nostro Paese - prosegue De Molli - la spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil è a livelli molto bassi, tra i più contenuti in Europa. Ma dobbiamo andare oltre i luoghi comuni, che parlano di sprechi, e vedere cosa va tagliato e cosa no. La spesa pro capite è un dato buono e difficilmente comprimibile ulteriormente'. Anche perché, conclude l'esperto, 'nel 2050 le persone con più di 85 anni, come numero, incideranno tre volte più di oggi sulla popolazione generale, per una spesa sanitaria pro capite di 6 mila euro, un costo 12 volte superiore rispetto a quello che si spende per i più giovani. Il sistema avrà un tracollo, se non si farà qualcosa'. Clicchi qui per commentare.