Cgil: bene gli infermieri al pronto soccorso. Via alla sperimentazione in Emilia e Toscana

Professione | Silvio Campione | 09/11/2010 18:29

"L'evoluzione della medicina assegna al medico ruoli, funzioni e competenze sempre più specialistiche e complesse. L'affidamento condiviso ad altre figure professionali di atti più semplici in seguito a un'appropriata formazione e con una definizione chiara delle responsabilità non può che migliorare l'appropriatezza e rappresenta una opportunità". Parola di Cecilia Taranto e Massimo Cozza, segretari nazionali rispettivamente di Fp-Cgil e Fp-Cgil medici, che ritengono "anacronostico" l'esposto dell'Ordine dei medici di Bologna contro le sperimentazioni dell'Emilia Romagna e della Toscana sulle nuove norme che prevedono l'impiego di infermieri per alcuni compiti di pronto soccorso, interventi del 118 e fasi pre-chirurgiche. 

 "Il cambiamento, già in fase avanzata nei Paesi anglosassoni - sottolineano in una nota Taranto e Cozza - riconosce agli infermieri, ai fisioterapisti e alle altre figure professionali sempre maggiori competenze sulla base di percorsi formativi e abilitativi. Figure che collaborano con il medico in una organizzazione più funzionale ai bisogni del paziente". "La sanità moderna - aggiungono i due sindacalisti - richiede medici sempre più specializzati in grado di lavorare in modo integrato con tutte le altre figure professionali che possono concorrere a una maggiore continuità assistenziale e di presa in carico del paziente". Nei reparti di pronto soccorso di alcuni ospedali toscani e emiliani, dunque, gli infermieri tratteranno i casi clinici 'minori'. E' quanto prevede la sperimentazione 'See & Treat' (Vedi e tratta) che partirà nei prossimi giorni nei pronto soccorso di sei ospedali toscani, tra cui il Santa Maria Annunziata di Firenze e quello di Prato. Infermieri esperti, opportunamente formati, affiancati per i 6 mesi di sperimentazione da un medico tutor, gestiranno e daranno risposta a una serie di problematiche minori, definite e approvate dal Consiglio Sanitario Regionale: per esempio, piccole ferite e abrasioni, contusioni minori, ustioni solari, punture di insetti, rinite, congiuntivite. Gli infermieri che lavoreranno negli ambulatori 'See & Treat' hanno seguito un corso di formazione regionale di 180 ore per la certificazione delle competenze esperte ed opereranno in base a protocolli elaborati da un gruppo di professionisti (medici e infermieri) individuati dal Consiglio Sanitario Regionale, che ha proposto questa modalità di lavoro. 'Questo nuovo approccio - spiega l'assessore regionale Daniela Scaramuccia - oltre a valorizzare la professione infermieristica potrà offrire in prospettiva molti vantaggi: ridurre le attese e la permanenza di tutti i cittadini che si recano al pronto soccorso per quei problemi clinici minori, che possono essere gestiti da personale qualificato, anche se non medico; destinare il personale medico prevalentemente alle vere urgenze e assicurare così un trattamento più tempestivo e adeguato anche per le urgenze maggiori'. Clicchi qui per commentare.

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