L'asma sta cambiando volto. Ecco il ritratto che emerge da un'indagine condotta dalla Doxapharma

Adelaide Terracciano | 10/11/2010 10:09

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L'asma sta cambiando volto drammaticamente in peggio. Si nasconde dietro un raffreddore allergico apparentemente banale e, all'improvviso, e' 'fame d'aria'. Cambia volto ma anche obiettivi: colpisce sempre più - e questa e' una sorpresa - le persone fra i 30 e i 40 anni. Pazienti con tante esigenze, poca pazienza, culto della fretta e sacerdoti della tecnologia. E' questo il ritratto della 'generazione X' che emerge da un'indagine condotta per la MSD dalla Doxapharma su un campione significativo di pazienti asmatici di età media di 32 anni e mezzo su tutto il territorio nazionale. Uno su tre dichiara di avere un rapporto problematico con l'asma. Sei su dieci lamentano limiti alla propria quotidianità. Due terzi si svegliano di notte ed hanno problemi a respirare. Si curano ma non con continuità: utilizzano il farmaco quattro volte su sette.

Il paziente che emerge dall'indagine vorrebbe farmaci che garantiscano al tempo stesso efficacia, minori effetti collaterali e anche maggiore comodità d'uso dell'erogatore, in una sorta di circolo dove il rapporto con la patologia, comunque discreto, peggiora quando il paziente non e' controllato e/o ha difficoltà ad utilizzare l'erogatore. I dati dell'indagine lo confermano: 84 su cento ammettono di essere insoddisfatti dell'erogatore.
La 'generazione X' e' una generazione di asmatici che si cura solo 'al bisogno'. E così facendo, si mette in guai che possono essere anche molto seri.
'E' la generazione che confida nella tecnologia per risolvere i suoi problemi e che, da un farmaco, si aspetta quel 'qualcosa in più che renda possibile conciliare le esigenze di una terapia con quelle di un ritmo di vita sempre più incalzante' afferma Giorgio Walter Canonica - Direttore della Clinica di Malattie dell'Apparato Respiratorio e Allergologia dell'Università degli Studi di Genova, nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi a Roma.
A questi pazienti si rivolge il nuovo farmaco, il mometasone furoato in un nuovo erogatore (nome commerciale Asmanex), che, grazie al sapore che permette al paziente di avere la certezza di aver assunto la dose, al contatore che rende possibile tenere sotto controllo la quantità di farmaco ancora a disposizione, e non richiedendo ne' il distanziatore ne' altri strumenti diversi da quelli già forniti nella confezione, consente di rispondere alla richiesta di comodità e semplicità d'uso. Il paziente deve solo svitare il tappo, inalare e riavvitare il tappo.
'La nuova veste di mometasone furoato, in monosomministrazione e con il nuovo erogatore' continua il Prof. Canonica 'e' una grande novità perché si uniscono l'efficacia e la sicurezza, ormai comprovata, di questo steroide inalatorio, con una serie di strumenti ed accorgimenti che consentono maggiore aderenza alla terapia. Il device è molto importante per il paziente: più è semplice, minori saranno gli errori nell'assunzione del farmaco'.
 

Fonte: AdnKronos