Dal 24 novembre medici in pensione a 70 anni. Cimo contro le competenze sanitarie agli infermieri

Silvio Campione | 10/11/2010 19:44

Altre due settimane e poi entrerà definitivamente in vigore la norma che consente ai medici di andare in pensione a 70 anni. La legge, il cosiddetto collegato lavoro, è stata infatti pubblicata martedì sulla Gazzetta Ufficiale. Ma la possibilità per i medici di presentare l'istanza per andare in pensione con 40 anni di contributi effettivi, senza oltrepassare i 70 anni di età, scatterà dalla definitiva entrata in vigore della norma, cioè dal 24 novembre 2010. Immediate le reazioni dei sindacati di categoria.

"Nonostante la nostra tempestiva e costante azione di contrasto - sottolinea in una nota il segretario nazionale della Fp Cgil medici Massimo Cozza - ormai è legge la norma che nella sostanza consente il pensionamento dei medici a 70 anni a danno dei precari e di tanti medici con incarichi professionali". "Comunque, con coerenza - conclude Cozza - difenderemo la libera scelta del medico a fronte di alcune interpretazioni 'padronali' che vorrebbero lasciare alle direzione aziendali la potestà di decidere su chi può rimanere in servizio e su chi no". E lo spazio lasciato libero nei pronto soccorso potrebbe in parte essere occupato dagli infermieri, ai quali, per il momento solo in alcune regioni, sono stati delegato compiti che prima spettavano al medico.  E così un appello al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, per 'modificare subito con una legge nazionale le competenze delle professioni sanitaria, una delibera regionale non basta' è stato lanciato dal  presidente nazionale Cimo-Asmd, Riccardo Cassi, dopo le polemiche suscitate dall'esposto degli Ordini dei Medici di Bologna su alcune sperimentazioni regionali che attribuiscono competenze mediche a personale infermieristico così come già avviene in altri paesi che hanno però una legislazione completamente diversa. 'L'Ordine di Bologna ha messo in evidenza il problema - ha sottolineato Cassi - in Italia la laurea infermieristica non è sufficiente, e per assolvere determinati compiti sono previsti corsi formativi regionali. Ma è giusto - ha proseguito il presidente Cimo - attivare sperimentazioni e sviluppare nuove competenze sanitarie 'a macchia di leopardo' senza alcuna normativa nazionale, al tempo stesso senza escludere il medico dalla responsabilità civile e penale che il giudice, comunque gli attribuisce? I cittadini sono sufficientemente tutelati e informati?'. La Cimo-Asmd, ha concluso Cassi, 'non è contraria a modificare le competenze delle professioni sanitarie, ma chiede una legge che definisca con chiarezza percorsi formativi e ruoli perché in questi anni si sta assistendo ad un assalto alla professione medica, in particolare all'interno del Sistema Sanitario Nazionale, con le Regioni che tentano di imporre un'omologazione alla dirigenza sanitaria e amministrativa che svilisce il lavoro del medico dipendente'. "Ha fatto bene la Cimo, storico sindacato medico, a lanciare un appello al Ministro della Salute Fazio e chiedere un intervento del legislatore sulla necessita' di definire per legge ruoli e competenze infermieristiche. Ci associamo". Lo ha dichiarato il Segretario nazionale della Ugl Medici Ruggero Di Biagi. "Figure importanti come medici, sanitari, infermieri, tecnici, amministrativi, possono e debbono collaborare, ma con chiarezza di competenze, diritti e doveri. Non e' accettabile - prosegue Ugl - una progressiva, confusionaria e sconnessa erosione di atti un tempo solo medici che alcune Regioni portano avanti senza un quadro organico di rinnovamento in campi anche di interesse e risvolti vitali (per la salute di tutti) e penali (per gli operatori). Una vera integrazione tra diverse figure, come anche la Cgil medici ha chiesto, necessita -ha concluso Di Biagi- di una piattaforma operativa normata per legge nazionale dove sia molto piu' chiaro chi fa cosa. Il tutto senza arroccarsi sul passato, ma considerando il complesso avanzare della medicina e della progressione tecnico-scientifica, che lascia spazi per tutti. Ma in un quadro di certezza".  Clicchi qui per commentare.

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