Catricalà (antitrust): rivedere il sistema di remunerazione dei farmacisti

Redazione DottNet | 11/11/2010 20:04

La liberalizzazione dei farmaci di automedicazione, avviata nel 2006 con la cosiddetta "lenzuolata Bersani", seppur limitata nella sua fase di sperimentazione ha avuto "riscontri positivi" e dunque e' necessario andare avanti spediti su questa strada, senza correre il rischio di fare pericolosi passi indietro, che provocherebbero "danni gravi" per il paese. E' l'avvertimento lanciato  dal presidente dell'Antitrust, Antonio Catricala', che intervenendo davanti alla commissione Igiene e Sanita' di palazzo Madama ha paventato il rischio di "un arretramento" sulla vendita dei farmaci senza obbligo di ricetta nelle parafarmacie.
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Sotto accusa, in tal senso, il disegno di legge Gasparri-Tomassini, scelto come testo base dalla commissione per la discussione sul riordino del servizio farmaceutico, in base al quale "la distribuzione delle specialita' medicinali sul territorio e' riservata in esclusiva alle farmacie aperte al pubblico". Avanti tutta con le liberalizzazioni, ha sottolineato dunque Catricala', aggiungendo che "i risultati dell'esperimento fatto con i farmaci Sop e Otc incoraggiano a proseguire sulla via iniziata" e che, di conseguenza, "andrebbero ammessi alla distribuzione di canali alternativi anche i farmaci di fascia C". Affermazioni che certo non hanno trovato una sponda da parte delle associazioni di categoria, da sempre restie ad affrontare il tema di un'apertura del mercato.
"Non concordo con il presidente dell'Antitrust e non so perche' voglia andare a demolire un servizio come quello farmaceutico italiano che e' il migliore al mondo", e' stata la dura reazione del presidente di Federfarma, Annarosa Racca, secondo la quale "demolire il servizio farmaceutico sarebbe solo un danno per i cittadini". Piuttosto che liberalizzare, ha aggiunto Racca, "dobbiamo invece dare attuazione alle norme esistenti, fare concorsi e consentire l'apertura di nuove farmacie dove davvero servono". Severo anche il commento di Andrea Mandelli, presidente della Fofi (la federazione degli ordini dei farmacisti), che parla di "evidenti contraddizioni" da parte di Catricala' precisando, in merito alla vendita dei farmaci di fascia C al di fuori delle farmacie, che "in tutta Europa non c'e' un solo farmaco che richieda la ricetta del medico in vendita fuori delle farmacie e men che meno al supermercato come qualcuno vorrebbe".
Piu' cauto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che si dichiara "favorevole ad un ampliamento della distribuzione dei farmaci", aggiungendo pero' che "la distribuzione dei farmaci di fascia C rappresenta una questione che va esaminata in un quadro piu' generale". Mentre il presidente della commissione, Antonio Tomassini, spiega che nel ddl "non e' previsto nessun arretramento" ma individua nei rilievi posti dall'autorita' "possibili confronti costruttivi". Positivi, al contrario, i giudizi del Codacons, l'associazione dei consumatori, che invita il Governo ad andare avanti con le liberalizzazioni, e delle parafarmacie, che vedono nella liberalizzazione dei farmaci da banco effetti positivi per l'occupazione per i cittadini.
Ma i suggerimenti dell'authority ad apportare modifiche al ddl non si sono fermati alla liberalizzazione dei farmaci.
Catricala', infatti, ha sottolineato anche l'esigenza di rivedere le piante organiche delle farmacie per arrivare a una loro liberalizzazione, di riformare il sistema di retribuzione dei farmacisti e di frenare la fuga della ricerca.

Una presenza capillare, diffusa lungo tutto il territorio. La legge italiana, infatti, prevede venga aperta una farmacia ogni 4.000 abitanti nei comuni con piu' di 12.500 abitanti e una ogni 5.000 abitanti nei comuni con meno di 12.500 abitanti. Ciononostante, nella quasi totalita' delle Regioni, il rapporto farmacia-abitanti si colloca al di sotto di una farmacia ogni 4.000 abitanti. A livello nazionale, infatti, una farmacia serve in media 3.374 abitanti. Si tratta del rapporto piú vicino al dato medio europeo. E' il quadro del settore della distribuzione dei farmaci in Italia, per cui oggi l'Antitrust ha sollecitato un'accelerazione della liberalizzazione.
Nel complesso le farmacie private aderenti a Federfarma sono circa 17 mila, mentre quelle comunali sono sopra le 1500 unita'.
In termini economici, la spesa farmaceutica convenzionata netta SSN, nel primo semestre 2010, ha fatto registrare una diminuzione del -1,4% rispetto allo stesso periodo del 2009, a fronte di un aumento del numero delle ricette del +2,8%. Nel primo semestre 2010 le ricette sono state quasi 299 milioni, pari a 5 ricette per ciascun cittadino. Complessivamente ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media 9,2 confezioni di medicinali a carico del SSN. Ma un'altra fetta importante di mercato e' occupata dai canali di vendita alternativi che vendono farmaci di automedicazione, in particolare dalle parafarmacie (circa 3400), e dai corner nei supermercati. Un aspetto, quello dei canali alternativi, che andra' regolato dalla riforma del servizio farmaceutico, prevista in commissione Sanita' del Senato. Il testo base di riferimento scelto per avviare la discussione e' il disegno di legge Gasparri-Tomassini, criticato proprio oggi dall'autorita' Antitrust perche' l'articolo 1 del ddl, in base al quale "la distribuzione delle specialita' medicinali sul territorio e' riservata in esclusiva alle farmacie aperte al pubblico", porterebbe le farmacie a riappropriarsi della riserva di vendita dei farmaci, anche quelli che attualmente possono essere venduti tramite canali alternativi, come la parafarmacia (nel ddl e' previsto che l'insegna 'parafarmacia' e' riservata ad esercizi commerciali con presenza stabile di un farmacista) o i corner nei supermercati. Nel frattempo si attende un'altra grande riforma, quella che dovrebbe trasformare le farmacie in presidi sanitari e centri di primo soccorso. I decreti attuativi che specificano la della legge del 2009, che modifica e amplia il ruolo delle farmacie sul territorio, sono al vaglio della Conferenza Stato-Regioni. Anche se prima del via libera bisognera' mettere a punto una serie di perplessita' evidenziate dal tavolo tecnico, a partire dagli elenchi delle prestazioni analitiche autorizzate nelle farmacie.

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