Fnomceo: il ruolo del medico è centrale, valuteremo la sperimentazione degli infermieri delegati alla cura di problemi clinici minori

Redazione DottNet | 11/11/2010 20:05

Non e' ancora partita e gia' ha suscitato critiche e polemiche. Gli ordini dei medici hanno gia' espresso la loro perplessita', se non contrarieta', alla sperimentazione decisa dalla Regione Toscana di coinvolgere gli infermieri per curare alcuni problemi clinici minori nei pronto soccorso, in modo da ridurre le attese. L'operazione dovrebbe partire nei prossimi giorni in sei ospedali toscani, il S.Maria Annunziata di Firenze, Misericordia e Dolce di Prato, Misericordia di Grosseto, Valdelsa a Campostaggia, Felice Lotti di Pontedera e in quello di Livorno. La sperimentazione, che dovrebbe durare sei mesi, funzionera' secondo le modalita' del 'See & treat', cioe' 'vedi e tratta'.
 

 Gli infermieri che vi lavoreranno, dopo aver seguito un corso di formazione regionale di 180 ore, saranno affiancati da un medico tutor, e dovranno gestire e dare risposta a una serie di problematiche minori, definite e approvate dal Consiglio sanitario regionale, come piccole ferite e abrasioni, contusioni minori, ustioni solari, punture di insetti, rinite, congiuntivite. Una pratica gia' in uso nel Regno Unito, come spiega la giunta Toscana, e che rappresenta la "formalizzazione di cio' che gia' accade da anni sulla base di una legge del 1992, cioe' la possibilita' per gli infermieri di trattare i casi meno gravi nei pronto soccorso", come chiarisce la presidente della Federazione nazionale dei collegi degli infermieri (Ipasvi), Annalisa Silvestro. "Medici e infermieri lavorano insieme per velocizzare i tempi per i cittadini. Oggi la novita' - commenta Silvestro - sta solo nel fatto che gli infermieri, rispetto a competenze gia' previste, potranno inviare il paziente dal medico specialista in ospedale per ulteriori accertamenti se lo riterranno necessario".
Ma i medici non ci stanno. E' "importante che il ruolo del medico resti centrale e di garanzia per il cittadino nei percorsi di diagnosi e cura e che il medico non sia emarginato o 'bypassato'", avverte il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Amedeo Bianco. Senza contare che si pone un problema di responsabilita' "legato alla delega di tali funzioni - aggiunge Bianco - dal punto di vista giuridico e deontologico, e qualora si intendesse mettere a regime un simile modello andrebbe ben chiarito il ruolo del medico".
Anche alcuni ordini medici regionali non hanno mancato di esprimere la propria contrarieta'. Come quello di Milano, il cui presidente, Ugo Garbarini, si e' detto fortemente contrario a questa sperimentazione: 'Ci sembra un'esagerazione perch‚ la responsabilità è sempre del medico, e non dell'infermiere. Lo spunto da cui la sperimentazione parte puó essere anche buono, perch‚ punta a ridurre i tempi di attesa in pronto soccorso; ma gli infermieri già fanno una cosa molto importante, l'attribuzione del codice dal bianco al rosso, che e' gia' una bella responsabilita', perche' sbagliare puo' condannare i pazienti".
L'Ordine di Bologna ha invece presentato un esposto alle Procure di Bologna e Firenze perche' si potrebbe configurare il reato di "l'esercizio e/o il concorso nell'esercizio abusivo della professione medica" nelle attivita' di emergenza-urgenza.
L'esposto e' stato pero' valutato "immotivato e fuorviante" dalla regione, perche' "nei servizi citati non c'e' alcun superamento delle competenze". Secondo l'Ipasvi pero' 'alcuni medici stanno enfatizzando la questione perche' temono un'invasione di campo. Ma si tratta - conclude Silvestro - di un campo nel quale noi siamo gia' da anni".  Clicchi qui per commentare.