Consumo boom di antibiotici. Rasi (Aifa): i medici di medicina generale ne prescrivono troppi e senza motivo. Si diffonde il superbatterio Ndm-1

Medicina Generale | Silvio Campione | 17/11/2010 18:11

E' di 413 milioni di euro l'eccesso di spesa evitabile legato a consumi e costi non appropriati dei farmaci antibiotici. A illustrare i dati di uno studio condotto dall'Agenzia italiana del farmaco è stato ieri a Roma il direttore generale dell'Aifa, Guido Rasi, durante la presentazione della terza campagna di sensibilizzazione portata avanti in collaborazione con il ministero della Salute e l'Istituto superiore di sanità. "Se tutte le Regioni - ha detto Rasi - si allineassero al consumo medio delle sei più virtuose si potrebbe ottenere un risparmio di 316 milioni di euro. Se il costo per dose media giornaliera di antibiotico divenisse in tutte le Regioni pari a quello della Lombardia (1,66 euro) si otterrebbe un risparmio di 156 milioni di euro". "Il risparmio complessivo che potrebbe derivare dall'effetto congiunto di una maggiore appropriatezza dei consumi e della riduzione dei costi - sintetizza il direttore generale dell'Aifa - è dunque di 413 milioni di euro, pari al 3,7% della spesa farmaceutica convenzionata 2009". In totale, la spesa per antibiotici si è attestata nel 2009 a 1 miliardo e 38 milioni di euro. "L'80-90% dell'utilizzo degli antibiotici - aggiunge - avviene nell'ambito della medicina generale. Tra le prime cause di prescrizione di questi medicinali ci sono le infezioni delle prime vie aeree, ma esiste un problema di appropriatezza d'uso legato all'impiego di antibiotici in malattia virali: questi farmaci non servono nel caso di influenza o di raffreddore", ricorda. Quanto agli effetti collaterali, "tra il 2002 e il 2009 sono state ricevute 8.833 segnalazioni di sospette reazioni avverse da medicinali antibiotici".

Ed è al Sud Italia che si registrano i numeri più preoccupanti sull'abuso di farmaci antibiotici: "Campania, Puglia e Sicilia insieme determinano quasi il 60% di tutto l'eccesso di consumi nel nostro Paese", che secondo lo studio Aifa crea una spesa evitabile di oltre 400 milioni di euro.  Rasi ha ricordato che "in Italia il consumo di antibiotici e il tasso di antibiotico-resistenza è fra i più alti in Europa: i numeri del nostro Paese stanno superando quelli della Francia e in alcune regioni (come Calabria, Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata) sono superiori rispetto a quelli di Cipro e Grecia", che a livello nazionale sono oggi gli unici Stati con cifre più alte. Oggi nel nostro Paese il 44% dei cittadini riceve almeno una prescrizione di antibiotico l'anno, come anche il 53% dei bambini e il 50% degli anziani. Il 15% degli 'over 65' riceve addirittura più di sei prescrizioni di farmaci antibiotici l'anno. Il consumo di questi medicinali a livello regionale nel 2009 - ha evidenziato Rasi - è stato caratterizzato da un chiaro gradiente geografico: consumi più bassi al Nord e più elevati al Sud". La 'maglia nera' va infatti alla Campania, con 37,63 dosi medie giornaliere ogni mille abitanti, mentre il valore minimo si riscontra nella Provincia autonoma di Bolzano, con 13,05 dosi.

Secondo i calcoli dell'Aifa, "a livello di singola Regione il risparmio ottenibile" razionalizzando l'uso di antibiotici "inciderebbe considerevolmente sul valore dello sfondamento della loro spesa: nel Lazio per il 29%, in Puglia per il 43%, in Sardegna per il 20%", ha detto Rasi. "La crescita dei consumi legata a un uso non appropriato degli antibiotici - ha proseguito il direttore generale dell'Aifa - è una delle principali cause dello sviluppo dell'antibiotico-resistenza, un fenomeno che costituisce in tutto il mondo un'emergenza di salute pubblica. Nel nostro Paese si registra un uso elevato di alcune classi di antibiotici in particolare, come i chinoloni e le cefalosporine, che andrebbero riservate alla cura di patologie particolarmente gravi. Anche a livello ospedaliero si registra un aumento del consumo di questi prodotti". Nel 2009 quattro italiani su dieci sono ricorsi all'autocura utilizzando medicinali antibiotici, magari assumendo farmaci che erano già in casa e senza indicazione del proprio medico. Un comportamento rischioso contro il quale il ministro della Saluta Ferruccio Fazio ha oggi messo in guardia invitando a 'non curarsi da soli'. “Con gli anitibiotici - ha detto Fazio  - bisogna curarsi di meno da soli e non bisogna ricorrere al fai-da-te, seguendo invece sempre i consigli del medico”. Secondo un'indagine del 2009 dell'Istituto superiore di sanità, ha infatti ricordato il ministro, il 48% dei giovani e il 45% degli anziani ha usato antibiotici 'autocurandosi' e senza il parere del medico. Fondamentale dunque, ha sottolineato il ministro, promuovendo un uso corretto di questi medicinali 'visto che siamo tra i primi paesi europei per consumo di antibiotici e tasso di antibioticoresistenza'. Da qui l'importanza delle campagne di comunicazione, che negli scorsi anni hanno fatto registrare risultati più che soddisfacenti: 'Grazie alla precedente campagna - ha detto Fazio - si è registrato un -10% l'anno di prescrizioni in appropriate. La comunicazione è importante ed anche l'Europa va' in questa direzione'. Il ministro ha quindi messo in guardia rispetto al fenomeno dell'antibioticoresistenza causata proprio da un utilizzo scorretto di questi farmaci: “alcuni ceppi patogeni - ha avvertito - sono già diventati resistenti agli antibiotici esistenti ed il rischio è che in futuro possano non esserci più farmaci per combattere alcune infezioni, come ad esempio le infezioni ospedaliere”. Ma un uso inappropriato di antibiotici, oltre fare lievitare la spesa, può comportare anche molti rischi: “I cittadini spesso - ha rilevato Fazio - usano ad esempio impropriamente gli antibiotici che hanno in casa. Una soluzione - ha concluso il ministro - potrebbe essere quella di studiare confezioni che forniscano l'esatto numero di compresse necessarie per ogni ciclo di cura”. A tal proposito il messaggio lanciato dalla campagna è chiaro: “Assumi gli antibiotici solo quando necessario, dietro prescrizione del medico e secondo le modalità da lui indicate. Ad esempio, non usarli per curare malattie virali come influenza e raffreddore e completa sempre il ciclo di terapia, senza interruzioni precoci”. Presentando la terza edizione dell'iniziativa, il direttore generale dell'Aifa, Guido Rasi, ha evidenziato che "a seguito della prima edizione della campagna si è evidenziata, nel periodo di riferimento (gennaio 2009 su gennaio 2008), una diminuzione del consumo di antibiotici pari all'8%, corrispondente a una riduzione della spesa di 18,5 milioni di euro. Dopo la seconda edizione, nel confronto primo trimestre 2010-primo trimestre 2009, sono state evidenziate una diminuzione dei consumi dell'11% e una riduzione della spesa di 56 milioni di euro, passando da 324 a 268 milioni di euro. Nel concreto, agli italiani sono state somministrate 17 milioni di dosi giornaliere in meno (da 158 a 141 milioni di dosi nel periodo di riferimento). Dati che mostrano la validità e l'efficacia delle campagne di comunicazioni nell'orientare i comportamenti della popolazione". Promuovere un uso appropriato degli antibiotici, ridurre lo sviluppo di antibiotico-resistenza, limitare l'eccesso di spesa liberando risorse destinate all'innovatività e ridurre gli effetti avversi sono dunque gli obiettivi della campagna, al via da ieri e fino alla fine di gennaio 2011 sui media nazionali, nelle città con affissioni e spazi pubblicitari, negli studi dei medici di famiglia e al cinema.

Intanto è allerta anche in Italia per il 'superbatterio New Delhi', resistente alla maggior parte degli antibiotici: due casi di contagio sono stati infatti registrati nel nostro Paese, dopo la comparsa del batterio in Asia. Lo ha affermato il direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di Sanità (Iss), Giovanni Rezza, a margine della presentazione della Campagna 'Antibiotici, difendi la tua difesa. Usali con cautela'. Il superbatterio, originario dell'India, è comparso anche in Europa (Regno Unito, Francia, Svezia, Olanda) e Stati Uniti. E' resistente alla maggior parte degli antibiotici e nessun nuovo antibiotico in sviluppo è efficace contro questo microrganismo (NDM-1). ''La comparsa del superbatterio in Gran Bretagna - ha spiegato Rezza - è in parte anche dovuta ad un fenomeno di 'delocalizzazione' degli interventi chirurgici, per cui si effettuano in India interventi ad esempio di chirurgia estetica molto costosi in Gran Bretagna''. In Italia, ha reso noto l'esperto, ''si registrano solo un paio di casi di contagio, in persone di ritorno da viaggi all'estero, e non c'è ancora una vera diffusione del superbatterio, che può provocare polmoniti, setticemie ed infezioni''. C'è però, ha concluso Rezza, ''una situazione di allerta ed il fenomeno è costantemente monitorato''.

Il 'superbatterio' Ndm-1, resistente a quasi tutti gli antibiotici conosciuti, è ormai diffuso in Europa, con casi segnalati in 13 Paesi, conferma  Dominique Monnet del Centro Europeo di Controllo e prevenzione delle Malattie (Ecdc). Con il nome di Ndm-1 si definisce in realtà un gene particolare che è in grado di 'saltare' tra diversi batteri conferendo una speciale resistenza anche ai carbapenemi, una classe di antibiotici considerata l'ultimo baluardo contro i microrganismi resistenti. Lo scorso agosto uno studio britannico aveva denunciato la sempre maggiore diffusione di questo batterio nato in Asia (le lettere Nd stanno per 'New Delhi') in Gran Bretagna a causa del turismo sanitario: “Fino ad oggi sono stati segnalati 77 casi di infezione da Ndm-1 in tutta Europa - afferma Monnet, che pubblicherà i dati completi la prossima settimana sul bollettino dell'agenzia - sono stati colpiti 13 Paesi, tra cui Francia, Italia, Germania e Spagna, e ci sono stati sette morti. Due terzi dei casi si sono verificati in Gran Bretagna, e la maggior parte è associata a cure mediche o a viaggi nel subcontinente indiano, anche se una piccola parte deriva da un focolaio sviluppato nei Balcani”. Secondo l'esperto solo due antibiotici riescono ad essere efficaci contro il batterio: la colistina, che però ha forti effetti collaterali, e la tigeciclina, che funziona in un numero limitato di casi. Infezioni da Ndm-1 sono state segnalate anche nel continente americano, in Usa e Canada. Clicchi qui per commentare.

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