Effetti della denervazione simpatica renale in pazienti ipertesi. Pubblicati i risultati su Lancet

Nefrologia | | 19/11/2010 12:46

L’ipertensione può essere controllata mediante la denervazione simpatica renale che si ottiene in maniera selettiva colpendo i reni con delle onde radio. Questo è quanto emerge da uno studio effettuato dai ricercatori del Baker IDI Heart and Diabetes Institute di Melbourne in Australia, che hanno guidato un test su 100 pazienti di tutto il mondo che non rispondevano ai trattamenti farmacologici.

La tecnica sviluppata consiste nell'arrivare al rene con un catetere, raggiungendo dei nervi che hanno una grande importanza nella regolazione della pressione. Una volta individuato l''obiettivo', una piccola scarica di radiofrequenze 'brucia' i piccoli nervi senza intaccare i tessuti circostanti. La procedura, scrivono i ricercatori sulla rivista The Lancet, abbassa la pressione di almeno 10 millimetri di mercurio, una quantità sufficiente a limitare il rischio di attacchi cardiaci e ictus. Sei mesi dopo l'intervento il miglioramento e' rimasto nell'84 per cento dei pazienti. "Il prossimo passo - hanno spiegato - e' capire se gli effetti durano per periodi anche più lunghi, e se questa procedura invasiva può essere accettata dai pazienti".

Bibliografia: Renal sympathetic denervation in patients with treatment-resistant hypertension (The Symplicity HTN-2 Trial): a randomised controlled trial. The Lancet, Early Online Publication, 17 November 2010doi:10.1016/S0140-6736(10)62039-9

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