Obiezione di coscienza: Racca, condivido il disagio dei farmacisti cattolici ma c’è l’obbligo di consegnare il farmaco

Redazione DottNet | 22/11/2010 16:35

Una legge per l'obiezione di coscienza per i farmacisti e 12 regole per ginecologi e ostetrici: a riproporre i due temi di bioetica sono, rispettivamente, il Pdl e l'Associazione italiana dei ginecologi e ostetrici cattolici (Aigoc). Il Pdl ha presentato - nel corso di un convegno sul tema organizzato dal senatore Stefano De Lillo - una serie di proposte di legge per consentire ai farmacisti di ''essere liberi di fornire ai clienti medicinali concepiti con lo scopo di sopprimere la vita, che ritengono contrari alla propria etica''.

 ''A fronte dell'introduzione di una serie di nuove molecole farmaceutiche e di farmaci come la pillola abortiva Ru486, in vista dell'arrivo della pillola del quinto giorno - ha spiegato De Lillo - chiediamo che sia riconosciuta a tutti gli operatori sanitari, in particolare ai farmacisti, un diritto, sancito dalla Costituzione, all'obiezione di coscienza nei casi in cui il farmacista intraveda il pericolo che tramite il farmaco venga soppressa una vita''. A questo scopo, ha aggiunto De Lillo, ''apriamo un tavolo di confronto tra tutte le forze politiche sulle varie proposte di legge''. De Lillo ha ricordato di essere il primo firmatario di una proposta in tal senso ma analoghe iniziative sono state presentate dai senatori del Pdl Luigi D'Ambrosio Lettieri e Ada Spadoni Urbani. Con queste iniziative, in sostanza, il farmacista sarà libero di non vendere i medicinali che egli ritenga contrastino con le proprie convinzioni ideologiche. ''Chiediamo al presidente del Senato - ha detto D'Ambrosio Lettieri - che si calendarizzi il disegno di legge e si attivi una discussione su questo argomento''. Secondo il senatore, l' obiezione di coscienza dei farmacisti deve al più presto diventare legge perché ''è un diritto che, ancor prima di appartenere alla dignità del singolo soggetto, appartiene all'intera comunità''. Il senatore ha sottolineato che il diritto all'obiezione di coscienza ''è già scritto nell'articolo 2 della Costituzione e nella discussa legge 194 sull'aborto''. Da parte degli operatori, ''come tutti i temi etici l' obiezione di coscienza è una questione molto delicata e condivido pienamente il disagio dei farmacisti cattolici'', ha detto il presidente di Federfarma, Anna Rosa Racca, sottolineando però che le farmacie devono ''soddisfare a 360 gradi le esigenze della popolazione residente nella propria sede''. Nella stessa giornata, l'Associazione italiana dei ginecologi e ostetrici cattolici (Aigoc) ha tenuto il suo primo convegno nazionale a Roma. Dodici le regole proposte tra cui non consigliare, ne' ricorrere o facilitare il ricorso alla fecondazione assistita, ne' prendere parte agli interventi necessari per la sua realizzazione. Le regole elencano una serie di obiettivi per cui deve impegnarsi l'ostetrico cattolico. Tra questi, oltre la difesa e protezione della vita umana fin dal concepimento, anche il rifiuto di diventare uno strumento di applicazioni violente della medicina, e l'impegno a cooperare con l'applicazione delle leggi tranne che per motivi di obiezione di coscienza, qualora non vengano rispettati i diritti umani e quello alla vita. Giuseppe Noia, presidente dell'Aigoc, ha denunciato che verso i medici cattolici ''c'è un pregiudizio culturale molto forte, che in passato ha anche penalizzato nel lavoro e nella carriera''. Clicchi qui per commentare.

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