Allo studio 25 nuovi farmaci contro l’epatite

Redazione DottNet | 22/11/2010 16:45

Sono 25 i farmaci in sviluppo per la cura dell'epatite C e, di questi, due sono i più vicini al traguardo: 'agiscono direttamente sul virus, ma non potranno ancora sostituire i farmaci tradizionali per questa malattia, ha detto oggi a Roma il direttore del Dipartimento del farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità, Stefano Vella, a margine del convegno nazionale sui virus dell'epatite C e dell'Aids. I farmaci anti-epatite C in corso di registrazione negli Stati Uniti e in Europa sono inibitori della proteasi e inibitori della polimerasi. Entrambi agiscono bloccando l'azione di enzimi fondamentali per la replicazione del virus nell'organismo. Sono farmaci che, secondo Vella, potrebbero avere una portata rivoluzionaria, confrontabile a quella che nel 1996 hanno avuto gli inibitori della proteasi per l'Aids.

'Tuttavia - ha proseguito Vella - ancora per molto tempo non potremo fare a meno dei farmaci tradizionali, ossia l'interferone e la ribavirina'. Il loro meccanismo d'azione non è infatti ancora chiaro e per studiare la combinazione ottimale fra vecchie e nuove cure è al nastro di partenza presso l'Istituto Superiore di Sanità una 'piattaforma' che coinvolge infettivologi ed epatologi. 'L'idea è di non bruciare i nuovi farmaci e di evitare che compaiano resistenze: 'il virus Hcv ci mette un attimo a diventare resistente se i farmaci sono utilizzati male', ha osservato Vella. Per questo gli esperti stanno anche discutendo sull'opportunità che, al di là delle sperimentazioni, sia opportuno controllare la pratica clinica per avere le risposte più corrette sull'uso ottimale dei farmaci. Si calcola che in Italia i portatori cronici dell'epatite C siano 1,7 milioni e che circa il 3% della popolazione sia venuta a contatto con il virus. I nuovi casi sono mille ogni anno e nel mondo la malattia è la prima causa di trapianto di fegato.

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