Addio agli Ecm per le società scientifiche veterinarie: pochi crediti e troppi costi

Professione | | 22/11/2010 17:31

Le societa' scientifiche veterinarie rinunciano ai crediti Ecm (Educazione continua in medicina). Difficolta' organizzative, pochi crediti riconosciuti: questi i motivi che hanno spinto Scivac (Societa' culturale italiana veterinari animali da compagnia), Sivae (Societa' italiana veterinari per animali esotici), Sivar (Societa' italiana veterinari animali da reddito) e Sive (Societa' italiana veterinari per equini) - che rappresentano circa 13 mila medici veterinari - a rinunciare ai crediti Ecm. La decisione - si legge in una nota dell'Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani) - deriva da un lato dall'esiguo numero di crediti che viene riconosciuto a questi eventi nonostante l'elevato rilievo scientifico degli stessi (1 credito al giorno), dall'altro dagli elevati costi derivanti dalla gestione degli Ecm e dalle enormi complicazioni a livello scientifico e organizzativo derivanti dalle nuove regole relative al conflitto di interessi e alla collaborazione con gli sponsor.

 "Che senso ha - chiede Fulvio Stanga, direttore scientifico della Scivac - riconoscere solo un credito al giorno a un congresso nazionale che e' il momento piu' importante di confronto per il mondo scientifico? Ci sentiamo presi in giro. Non si puo' punire un evento scientifico solo per il numero dei partecipanti. Inoltre - aggiunge - l'enorme fiscalizzazione e burocratizzazione del sistema Ecm per quanto riguarda il rapporto con gli sponsor e il possibile conflitto di interesse dei relatori rendono ingestibile il congresso". "Tutti i migliori relatori a livello internazionale - aggiunge Stanga - hanno bene o male, per motivi di ricerca o sviluppo di progetti scientifici, rapporti con aziende del settore. Dovremmo rinunciare a loro non potendo dichiarare che non hanno conflitti di interesse? Preferiamo rinunciare ai crediti Ecm". "Per noi - prosegue - il livello scientifico dei nostri eventi e' certamente piu' importante per l'aggiornamento veterinario della raccolta dei crediti. Non dimentichiamo poi che ad oggi i crediti Ecm non sono obbligatori per i liberi professionisti, perche' il ministero della Salute non ha ancora risolto il problema del recupero fiscale dei costi sostenuti per poterli ottenere". La posizione delle societa' scientifiche veterinarie - conclude la nota congiunta - e' quella logica di difendere la crescita culturale e scientifica dei propri iscritti, rinunciando ai crediti Ecm che dimostrano sempre di piu' di essere solo un sistema burocratico inutile, solo una nuova tassa sugli operatori sanitari.

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