Ortopedici, categoria in via d’estinzione: troppe cause di risarcimento danni

Ortopedia | Redazione DottNet | 22/11/2010 19:32

Ortopedici cercasi. Sono sempre di meno in Italia i chirurghi ortopedici, soprattutto quelli specializzati nelle branche più complesse, e nel giro di dieci anni potrebbero letteralmente diventare una specie in via di 'estinzione', tanto da rendere necessario un 'import' di cervelli dall'estero. L'allarme arriva dal presidente della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot), Pietro Bartolozzi, in occasione del Congresso nazionale della Società. Un allarme non da poco, se si considera che ad essere sempre di meno sono soprattutto gli ortopedici specializzati nei settori più impegnativi ma anche più richiesti: dalla chirurgia vertebrale a quella delle infezioni, senza dimenticare la chirurgia delle protesi con interventi in costante aumento a seguito dell'aumentare dell'età media della popolazione.

 'Si tratta di un trend che ci preoccupa molto - afferma Bartolozzi - infatti, se i numeri rimarranno questi e tenendo conto che molti degli specialisti oggi in attività hanno comunque un'età abbastanza avanzata, nel giro di una decina d'anni rischiamo di non avere più chirurghi ortopedici specializzati nei settori a rischio'. E dunque, come già accaduto ad esempio in Gran Bretagna, si sarà costretti ad 'importare' ortopedici dall'estero, in primis da India, Pakistan o Paesi dell'Est. Infatti, a fronte di 4.500 specialisti oggi iscritti alla Siot, sono circa 270 i giovani chirurghi ortopedici che escono ogni anno delle scuole specialistiche, ma pochissimi sono quelli impegnati nei settori più complessi. La causa? 'E' l'insicurezza, perché - spiega il presidente Siot - i giovani che intraprendono questa professione si rendono conto di avere pochissime tutele da un punto di vista assicurativo, a fronte di una carriera lunga e impegnativa. Come Società - denuncia Bartolozzi - abbiamo infatti grandi difficoltà a rapportarci con le assicurazioni, perché sono poche quelle pronte ad affrontare il rischio legato alla professione, considerando che gli ortopedici sono tra le categorie che registrano il maggior numero di denunce' e soprattutto cause, circa 3.000 l'anno. Addirittura, afferma Bartolozzi, 'ci sono aziende sanitarie totalmente scoperte, mentre le assicurazioni dei singoli hanno cifre esorbitanti: uno specializzando, ad esempio, deve investire due mensilità di stipendio per avere un minimo di copertura'. Insomma, 'la situazione - conclude l'esperto - rischia di 'esplodere' se non si metterà mano al più presto a modifiche legislative in tale settore' che rendano 'più semplice la tutela assicurativa'. Intanto, dal convegno Siot in corso a Roma arriva una novità: la Siot, sulla base delle direttive emanate dal ministero della Salute, ha messo a punto due 'checklist' per la chirurgia, che si stanno diffondendo in tutti i reparti italiani. L'obiettivo è garantire una maggiore sicurezza ai pazienti, che ogni anno si sottopongono a circa 2 milioni di interventi. Secondo gli specialisti, una maggiore efficienza in sala operatoria potrebbe ridurre i danni fino al 50%.

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