La broncopneumopatia sarà la terza causa di morte nel mondo. Arriva un nuovo farmaco

| 24/11/2010 21:27

Destinata a diventare la terza causa di morte nel mondo nel 2020, la Broncopneumopatia cronico-ostruttiva (Bpco) colpisce in Italia tra l'8 e il 12% della popolazione adulta. I fumatori sono la categoria più a rischio: il 20-40% di loro arriva alla malattia conclamata. Inoltre, le persone potenzialmente affette da Bpco e non ancora diagnosticate rappresentano il 7% della popolazione over 40. E' quanto emerge da una ricerca Eurisko intitolata 'La Bpco in Italia: il percorso diagnostico, l'esperienza della malattia, le aspettative di cura', presentata ieri a Milano in occasione dell'arrivo di un nuovo farmaco nel nostro Paese.

 "La Bpco - afferma Andrea Rossi, direttore dell'Unità operativa di pneumologia dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona - è una malattia respiratoria cronica caratterizzata da un'ostruzione mai completamente reversibile del flusso d'aria nei polmoni e accompagnata da importanti fattori che possono coinvolgere anche altri organi. La sigla è stata introdotta alla fine degli anni '50 per indicare due malattie molto diffuse: la bronchite cronica e l'enfisema polmonare, accomunate dall'ostruzione del flusso delle vie aeree". "I pazienti arrivano spesso troppo tardi alla diagnosi - commenta Fausta Franchi, vicepresidente dell'Associazione italiana pazienti Bpco - perché nella maggior parte dei casi sottovalutano i primi campanelli d'allarme. Questo incide negativamente sulla qualità di vita dei pazienti che molto spesso, anche se nel pieno della loro vita, si trovano in una condizione di invalidità e a rischio di mortalità precoce". Secondo la ricerca, il fumo ha un ruolo centrale nella malattia: 3 pazienti su 4 fumano o hanno fumato in passato, e la metà dei malati riconosce nel fumo la causa della patologia.Una sola somministrazione al giorno, insorgenza d'azione in 5 minuti e broncodilatazione prolungata per 24 ore. E' quanto promette l'indacaterolo, nuova soluzione terapeutica contro la Bpco che, dilatando al massimo le vie aeree, permette all'aria imprigionata nei polmoni di fuoriuscire, migliorando la capacità respiratoria e la resistenza all'attività fisica del paziente. "Indacaterolo - afferma Francesco Blasi, ordinario e responsabile della Sezione di medicina respiratoria del Dipartimento Toraco-polmonare e cardiocircolatorio dell'università degli Studi di Milano - è il nuovo broncodilatatore che, grazie alla peculiarità della molecola, è somministrabile una sola volta al giorno ed è in grado di combinare un'insorgenza d'azione molto rapida entro 5 minuti e una broncodilatazione prolungata per 24 ore, ottenendo un'efficacia maggiore rispetto alle terapie attualmente disponibili. Tutto ciò permette di utilizzare indacaterolo una sola volta al giorno con un effetto sostenuto sul lungo periodo, migliorando l'aderenza alla terapia da parte del paziente". Indacaterolo, frutto della ricerca Novartis, e' disponibile in farmacia per il trattamento dei pazienti affetti da Bpco da moderata a molto grave ed e' rimborsato dal Servizio sanitario nazionale (classe A).

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