No di Federfarma alla vendita negli esercizi commerciali dei prodotti in fascia C. Ma a Federdistribuzione la proposta piace

Farmacia | Redazione DottNet | 29/11/2010 14:31

La distribuzione al di fuori della farmacia dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta medica e la ipotesi di sanatoria degli esercizi commerciali che attualmente distribuiscono SOP e OTC rappresenterebbero di fatto 'lo smantellamento della più importante regola (la Pianta Organica) che garantisce ai cittadini l'efficienza e la capillarità della rete delle farmacie'. Lo ha dichiarato il presidente Annarosa Racca, dopo l'audizione di Federfarma sui temi del riordino del servizio farmaceutico, svoltasi giovedì scorso davanti alla XII Commissione del Senato.

'E' necessario che la farmacia operi in un contesto di regole, individuate a tutela della salute pubblica. E' solo grazie all'esistenza di regole precise, ancorché sempre migliorabili - ha aggiunto Racca - che la farmacia è un servizio efficiente e l'elevato grado di apprezzamento dei cittadini è stato riconfermato proprio in questi giorni dai risultati della indagine del Cfmt sui servizi che, anche quest'anno, ha attribuito alle farmacie il punteggio più alto in assoluto, in posizione più elevata rispetto a sanità privata, assistenza anziani, asili nido, sanità pubblica. Per questo Federfarma è d'accordo a adeguare le regole, ma contraria ad eliminarle'. Per migliorare ulteriormente la capillarità del servizio, si aggiunge, si può ipotizzare un adeguamento del quorum (il rapporto tra numero degli abitanti e delle farmacie) affiancato però dal rientro in farmacia di molti farmaci che oggi sono distribuiti negli ospedali e nelle strutture pubbliche e dalla definizione, prevista dalla legge 122/2010, di un nuovo sistema di remunerazione che assicuri sostenibilità economica alla farmacia. Federfarma boccia anche la proposta avanzata da Federdistribuzione di consentire agli esercizi commerciali dotati di un farmacista la vendita di farmaci oggi classificati in fascia C, con obbligo di ricetta medica e a carico del cittadino, per aumentare i punti di vendita di questi farmaci.  I corner dei supermercati e le parafarmacie, invece, sono state aperti al 90% da operatori economici nelle zone commercialmente più redditizie, "unicamente con finalità di profitto, con una semplice comunicazione unilaterale al ministero della Salute, senza tenere alcun conto delle esigenze sanitarie degli abitanti. Se fossero autorizzati a vendere medicinali con ricetta medica, questi esercizi diventerebbero di fatto vere e proprie farmacie, in attesa che la solita sanatoria all'italiana le promuova farmacie a tutti gli effetti, dando luogo a una vera e propria liberalizzazione selvaggia". Inoltre, si profila anche un problema economico: Le farmacie, già in crisi "perché la remunerazione sui farmaci Ssn è ormai ridotta all'osso, non potrebbero reggere l'urto della concorrenza". In Italia esistono circa 2.500 Comuni con meno di 1.000 abitanti: "Nessuno - conclude Federfarma - terrà più aperta una farmacia in realtà come queste, con gravi disagi per la popolazione interessata, in gran parte anziana". E non è tutto: Federfarma condivide l'ipotesi - contenuta nel disegno di legge 863 Gasparri-Tomassini di riordino del sistema delle farmacie - di introdurre una nuova categoria di farmaci non soggetti a prescrizione medica vendibili anche al di fuori delle farmacie e senza obbligo della presenza di un farmacista. 'Con l'apertura dei negozi di vicinato - spiega la presidente Annarosa Racca al Senato - non si è risolto il problema di trovare il medicinale da banco in luoghi come, ad esempio, le autostrade. Forse - continua - la risposta potrebbe essere proprio un elenco di farmaci, predisposto dall'Agenzia italiana del farmaco, che possano essere venduti in strutture dove non ci sia la presenza di un farmacista'. Federfarma condivide nel complesso il testo del disegno di legge 863, 'perché non vuole stravolgere totalmente le regole ma va verso l'ammodernamento del sistema. Un ammodernamento che ci vede pienamente disponibili'. Racca esprime invece 'totale contrarietà a misure di liberalizzazione che comportino la distruzione del sistema. Clicchi qui per commentare.

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