Cgil e Fnomceo, noi medici non poliziotti: solidarietà al personale del San Paolo di Milano che ha curato l’immigrato salito sulla torre

Professione | Redazione DottNet | 29/11/2010 15:17

''Solidarietà'' al personale medico dell'ospedale San Paolo di Milano, che rischia una denuncia per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina dopo aver curato e dimesso uno degli immigrati saliti lo scorso 5 novembre sulla torre ex Carlo Erba in segno di protesta, viene dal segretario nazionale della Fp-Cgil Medici Massimo Cozza : ''Il nostro compito - ha detto - è fare medici e non i poliziotti''. La questione, ha spiegato Cozza, è chiara ''sulla base di una circolare del ministero dell'Interno del novembre 2009: la circolare afferma infatti che non è stato abrogato, e dunque è confermato, il divieto per il medico di segnalare lo straniero irregolare che chieda prestazioni sanitarie''.

 L'unica segnalazione che il medico è obbligato a fare alle autorità, ha precisato Cozza, ''è quella del referto quando si sia in presenza di delitti per i quali si deve procedere di ufficio. Ma questo obbligo - ha concluso il leader sindacale - non si estende alla categoria degli immigrati irregolari''.Anche la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) prende le difese del personale medico dell'ospedale San Paolo di Milano: ''Bisogna capire quale sia esattamente la questione sollevata. - ha affermato il presidente Fnomceo Amedeo Bianco - Ad ogni modo, abbiamo sempre detto e ribadiamo anche adesso che il medico, in base all'articolo 1 del Codice deontologico, cura le persone senza distinzione di sesso, età, etnia e provenienza''. Dunque, ha aggiunto Bianco, ''il rispetto di questo articolo del Codice impedisce qualunque azione volta a ridurre il compito del medico''. In qualità di Ordini dei medici, ha inoltre affermato Bianco, ''non siamo assolutamente disponibili a diventare strumenti, diretti o indiretti, di selezione per l'accesso alle cure; questo nel rispetto dei principi della Costituzione oltre che del Codice deontologico''. ''Se qualche medico dovesse quindi trovarsi in difficoltà rispetto a interpretazioni diverse di norme di legge - ha concluso Bianco - gli Ordini si schiereranno senza dubbi o incertezze accanto a questi professionisti, ritenendo che abbiano fatto semplicemente il loro dovere di medici nel rispetto della Costituzione italiana''. Clicchi qui per commentare.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato