Cresce la resistenza agli antibiotici: coinvolte ogni anno 400mila persone

| 29/11/2010 15:23

Ogni anno 400mila persone riferiscono di soffrire di infezioni resistenti a diversi antibiotici, vale a dire che il farmaco assunto per curare l'infezione nulla può contro il microorganismo presente nell'individuo. Si tratta di un fenomeno in crescita in tutta Europa, sia per il numero di antibiotici a cui resistono i microorganismi (multi-resistenza), sia per la sviluppata resistenza a farmaci di ultima generazione. Quando si verifica una resistenza agli antibiotici, la patologia diventa più difficile da trattare perché risulterà efficace solo una ridotta gamma di antimicrobici. Ciò può dar luogo a un decorso più lungo o una maggiore gravità della malattia e, in alcuni casi, anche alla morte.

 In Europa, secondo i nuovi dati raccolti dal Network europeo sulla sorveglianza della resistenza antimicrobica (Ears-Net) e pubblicati dall'Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), la resistenza a questi farmaci è ''una grave minaccia'', come ha affermato Marc Sprenger, direttore dell'Ecdc. Secondo Sprenger, gli ultimi dati, riferiti al 2009, mostrano un ''aumento della resistenza a più farmaci e la resistenza agli antibiotici di ultima generazione negli ospedali europei, fattore per il quale occorre adottare misure urgenti''. Stando al dossier europeo, per la Klebsiella pneumoniae, una comune causa d'infezione tra i pazienti ricoverati in ospedale, (che provoca infezioni cutanee, respiratorie, urinarie, gastrointestinali), si registra la tendenza emergente alla resistenza a potenti antibiotici di ultima linea, come i carbapenemi. Le percentuali di resistenza vanno da meno dell'1% a oltre il 25%. Cresce anche quella dell'Escherichia coli per l'aminopenicillins, che registra percentuali fino al 66%. Una delle cause dell'antibiotico-resistenza è l'uso inapproppriato di questi farmaci, che ha contribuito alla comparsa di batteri resistenti. L'Ecdc ha preso parte ad una campagna europea per l'uso prudente degli antibiotici e lo stesso Sprenger ha affermato che ''fino al 50% dei casi l'uso di antibiotici negli ospedali può essere inappropriato''.