Certificati online: continua il trend positivo. Presentato un emendamento che prevede sanzioni “solo nell’ambito di procedimenti disciplinari previsti da contratti e convenzioni”

Silvio Campione | 29/11/2010 20:55

Lo staff tecnico del ministro Brunetta continua a inviare i dati – incoraggianti – sull’invio dei certificati online. Il trend appare di mese in mese sempre più positivo e ciò lascia presupporre che difficilmente se le cose continuano così ci sarà un’ulteriore proroga del regime di collaudo che, si ricorda, è relativa all’applicazione delle sanzioni, non all’obbligatorietà delle certificazioni. Il medico, insomma,  è tenuto alla certificazione di malattia on line, ma se continua a certificare in cartaceo, sino al 31 gennaio prossimo non è sanzionabile. Il problema della successiva applicazione delle sanzioni, a meno di una ormai improbabile ulteriore proroga, sembra alquanto complesso: è evidente come senza un profilo di colpa grave il medico non potrà essere sanzionato, ma è altresì evidente come l’enunciato delle disposizioni legislative vigenti rischi, al momento della concreta applicazione, di aprire una serie infinita di contenziosi giudiziari, determinando così un clima di grave conflittualità a scapito della qualità dell’attività assistenziale innescando anche un meccanismo di timore da parte del medico.

Sembrerebbe che la digitalizzazione sia  un obiettivo primario, piuttosto che uno strumento per migliorare la qualità del servizio reso al cittadino. La FNOMCeO ha fatto sì che venisse presentato in Parlamento un emendamento legislativo che chiarisca diversi punti tra cui “le sanzioni devono essere applicate solo nell’ambito dei procedimenti disciplinari previsti da contratti e convenzioni e che le aree e le situazioni di esenzione siano definite, su indicazione delle Regioni, dalle aziende sanitarie, prevedendo in via temporanea anche volumi di flusso cartaceo”.  “Tale emendamento – dice Guido Marinoni, componente lo staff dell’esecutivo nazionale Fimmg -, presentato dalla maggioranza in Commissione Affari Costituzionali del Senato, potrà essere approvato, di fatto, solo a seguito del parere favorevole del Governo e gli orientamenti attuali sembrano vederne il sostegno da parte del Ministero della Salute, mentre il Ministero dell’Innovazione sembra privilegiare una logica centralista, tendente a definire con Decreto Ministeriale le aree di esenzione. Nello stesso provvedimento emendativo è inserita anche l’interpretazione legislativa, già peraltro oggetto di una circolare interpretativa del Ministero della Funzione Pubblica, secondo cui il requisito della diretta constatazione e della obiettiva documentazione del dato certificato si ottiene a seguito di visita medica, in applicazione della buona pratica clinica, evitando così dubbi su una materia oggetto di sanzionabilità penale”. La speranza, quindi, è che non si proceda con le sanzioni nei confronti dei medici cosiddetti “inadempienti” ma che si arrivi piuttosto ad un compromesso, come fanno trapelare alcune rumors degli addetti ai lavori. Ma vediamo gli  ultimi dati ufficiali forniti dall'Inps: a oggi sono stati trasmessi complessivamente via web ben 1.731.716 documenti. Solo nell'ultima settimana, segnalano dal ministro per la Pa e l'Innovazione, i medici hanno inviato all'Inps circa 166mila certificati (di cui 42.862 nelle ultime 24 ore), portando il volume medio di invii giornalieri a 23.660 unità, con un incremento del 24 per cento rispetto la media di invii giornalieri dello scorso mese di ottobre. I certificati trasmessi via web sono così distribuiti a livello regionale: 681.561 in Lombardia, 235.461 nel Lazio, 136.317 in Veneto, 95.871 in Campania, 93.984 in Sicilia, 91.020 in Emilia Romagna, 68.197 nelle Marche, 44.727 in Piemonte, 42.803 in Puglia, 38.206 in Abruzzo, 34.059 nella Provincia di Bolzano, 33.789 in Toscana, 33.171 in Calabria, 18.763 nella Provincia di Trento, 18.730 in Liguria, 15.947 in Sardegna, 14.283 in Umbria, 13.635 in Basilicata, 7.855 in Friuli Venezia Giulia, 7.444 in Valle d'Aosta, 5.893 in Molise. Il crescente impatto della nuova procedura - sottolinea Palazzo Vidoni - emerge chiaramente confrontando il numero dei documenti cartacei del 2009 con quelli inviati via web del 2010. A livello nazionale, la quota di certificati di malattia dei lavoratori privati Inps trasmessi online rispetto al totale dei certificati acquisiti dall'Istituto in modalità cartacea nello stesso periodo del 2009 è cresciuta in modo costante negli ultimi mesi, passando dal 20 per cento di agosto, al 45 per cento di settembre, al 56 per cento di ottobre. Le prime stime di novembre confermano questa tendenza, indicando un tasso di copertura del digitale giornaliero attestato intorno al 57 per cento. A livello territoriale, spicca la Lombardia dove il numero medio quotidiano di certificati dei lavoratori privati Inps trasmessi online è abbondantemente superiore a quello dei certificati acquisiti tramite canale cartaceo nello stesso periodo di un anno fa. Seguono il Lazio, dove il numero di certificati digitali è pari a quello di certificati acquisiti in modalità cartacea un anno fa, poi la Sicilia e il Veneto, dove il volume di certificati digitali inviati in media ogni giorno è pari a oltre la metà di quelli acquisiti in modalità cartacea nel 2009. Il tasso di copertura del digitale è ormai superiore al 30 per cento anche in Valle d'Aosta (47 per cento), Abruzzo (45 per cento), Basilicata (40 per cento), nelle Province Autonome di Trento e Bolzano (42 per cento), Marche (40 per cento), Molise (40 per cento), Campania (39 per cento), Calabria (38 per cento) ed Emilia Romagna (35 per cento).Secondo i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze, la media regionale di medici di famiglia dotati delle credenziali necessarie all'invio dei certificati online ha ormai raggiunto il 90 per cento. La procedura di abilitazione dei medici è completa in Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia (dove viene utilizzata la Carta Nazionale dei Servizi) e in Valle d'Aosta (dove il Pin è stato consegnato al 100 per cento dei medici). In Veneto, Marche, Basilicata, Campania, Calabria, Umbria, Piemonte, Sardegna e nella Provincia di Bolzano la consegna dei Pin ha già interessato una percentuale di medici di famiglia compresa tra il 91 per cento e il 98 per cento. La stessa percentuale oscilla tra il 71 per cento e il 90 per cento in Abruzzo, Puglia, Lazio, Sicilia, Provincia di Trento e Molise. Ancora in ritardo la Liguria, dove solo il 47 per cento dei medici di famiglia risulta essere dotato di Pin. Clicchi qui per commentare.

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