Fazio, il sistema sanitario cambierà: strategici saranno i medici di famiglia

Medicina Generale | | 30/11/2010 10:29

Il sistema sanitario cambierà pelle per reggere l'impatto con l'inarrestabile avanzata della terza età e strategici per vincere la sfida dei prossimi anni saranno i medici di famiglia e le farmacie nella loro nuova veste: "quella di 'gatekeepers', porte d'ingresso del Servizio sanitario nazionale". E' il quadro delineato ieri a Milano dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio. La sanità italiana? "Un treno in corsa". Il ministro la definisce così, durante un incontro organizzato dall'università Cattolica per i 10 anni del Centro di ricerche e studi in management sanitario (Cerismas) dell'ateneo. "Il Ssn nel nostro Paese - spiega - andrà incontro a cambiamenti fortissimi nei prossimi anni. Non solo gli ospedali di oggi non sono come quelli di 20 anni fa, ma tutto l'impianto è cambiato ed è ancora nulla rispetto a quanto cambierà entro il 2050.

 La sanità richiede manutenzione. Anche i migliori ospedali e le migliori Asl non possono sedere sugli allori. E' come un treno in corsa dal quale non si può scendere: si può solo andare avanti avendo cura della manutenzione". Il punto di partenza è la demografia: gli anziani, "da trattare sempre di più sul territorio. "Il cittadino che ha un problema sanitario non andrà in pronto soccorso, ne' in ospedale, ma dal medico di famiglia, riunito in forme di associazionismo o di collaborazione con i colleghi specialisti convenzionati con Ssn, ma anche nelle farmacie che oggi, per effetto dei provvedimenti che le hanno riguardate, diventeranno sempre più centri sanitari dove ritirare referti, prenotare esami e così via". Le farmacie funzionano, riflette il ministro. "Lo conferma un'indagine secondo cui sono davanti ai medici di famiglia e agli ospedali pubblici, in termini di gradimento del servizio da parte degli italiani. Se raccoglieranno la sfida allora sì che saranno la porta d'ingresso al Servizio sanitario nazionale". Gli ospedali, ribadisce Fazio, "saranno solo per brevissimi ricoveri in acuzie, ai quali seguirà il ritorno del paziente sul territorio. Per questo i piccoli ospedali periferici, non in grado di garantire i Livelli essenziali di assistenza, vanno riconvertiti, ridimensionati, riadattati". Parola d'ordine per il nuovo Ssn è dunque prevenzione. "Il piano 2010-2012 è innovativo perché spalma quest'attività su tutte le strutture del territorio, non la lascia confinata ai Dipartimenti di prevenzione. Solo così saranno possibili grandi scenari di umanizzazione". Quanto ai fondi per la non autosufficienza "che risultano essere inferiori rispetto ad altri Paesi, per esempio, a quelli del Nord Europa", Fazio precisa che "la situazione dell'Italia è diversa: noi l'autosufficienza dobbiamo gestirla a casa del malato. I nostri Lea, che in questo momento giacciono al ministero dell'Economia, prevedono percorsi in questa direzione. Non dobbiamo mutuare modelli da altri Paesi solo perché lì hanno funzionato, ma usare la nostra struttura sociale, i suoi punti di forza. Come le farmacie italiane, che sono una nostra peculiarità. Una rivoluzione da mettere in atto, senza perdere di vista l'appropriatezza".

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