Non più ricongiunzioni gratuite

Giovanni Vezza | 30/11/2010 12:30

Con la nuova circolare 24 settembre 2010, n. 126, l’Inps precisa che le ricongiunzioni verso l’Inps (quelle, cioè, previste dall’art. 1, comma 1, della legge 29/1979), in seguito all’approvazione della riforma pensionistica introdotta dall’art. 12 del Decreto legge n. 78/2010, sono caratterizzate dall’onerosità. Tale onere a carico dei richiedenti si applicherà alle domande presentate a decorrere dal 1° luglio 2010, rimanendo confermate le previgenti disposizioni per le istanze presentate antecedentemente a tale domanda.

 

Tale modifica attuata dalla legge non ha stabilito alcuna variazione in merito ai requisiti per accedere alla ricongiunzione determinati dalla legge 45/1990, che disciplina le operazioni di accorpamento che vedono come parti in causa le Casse dei liberi professionisti (compresa l’Enpam). D’altra parte questi procedimenti erano già onerosi per loro stessa natura.

Molto pesante anche l’abolizione della legge 322/1958, che disciplinava la costituzione gratuita di una rendita vitalizia presso l’Inps. Questo strumento era molto utilizzato dai molti soggetti (numerosi erano in particolare i medici ospedalieri che decidevano di intraprendere una libera professione), i quali abbandonavano il rapporto di pubblica dipendenza prima di aver raggiunto i requisiti per la pensione di anzianità.

Adesso queste persone, per non perdere i contributi versati presso l’Inpdap (a volte molto consistenti) hanno solo due strade, entrambe meno vantaggiose: accedere alla ricongiunzione onerosa, oppure attivare l’istituto della totalizzazione che però nella maggior parte dei casi determina un trattamento pensionistico calcolato con il sistema contributivo, e quindi piuttosto penalizzante.

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