Fofi, i farmacisti sono sempre più penalizzati

Redazione DottNet | 05/12/2010 12:03

"A furia di sentir ripetere che l'unica liberalizzazione riuscita è quella che ha riguardato i farmaci da banco c'è da pensare che sia l'unica riuscita (si fa per dire) perché non andava a colpire poteri forti e corporazioni blindate, ma semplicemente dei professionisti che forniscono un servizio pubblico". Questo il primo commento di Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani all'intervista rilasciata dal Garante per la sorveglianza dei prezzi Roberto Sambuco al Corriere della Sera. La tesi di Sambuco non è nuova, e si basa sul riscontro che con "l'avvio della prima fase di libera vendita dei farmaci da banco, i prezzi sono aumentati mediamente del 4%, mentre nei quattro anni precedenti i rincari medi sono stati nell'ordine del15%".

Qui il "sorvegliante dei prezzi" dimentica che si veniva da un periodo in cui i prezzi dei farmaci da banco erano stati bloccati per legge, e quindi c'è stato un recupero fisiologico poi riassorbito. Stupisce poi che nel paragonare i prezzi praticati nei diversi canali si dica che siano stati "registrati prezzi più bassi del 4% nelle parafarmacie, del 18% nei corner dei supermercati, mentre nelle farmacie tradizionali abbiamo riscontrato sconti tra il 7% e il 10%, nonostante il loro potere d'acquisto superiore". Sconti rispetto a che cosa? Il prezzo di vendita al pubblico non c'è più: esiste soltanto il prezzo di vendita ex factory. "Ma la cosa più divertente è che si sostiene che le farmacie abbiano una capacità d'acquisto superiore rispetto alla GDO" dice Mandelli. "Sembra uno scherzo: le TV sono inondate da spot della grande distribuzione che propagandano vendite sottocosto. Chi ha le maggiori capacità di acquisto, allora?". Per la Federazione degli Ordini, comunque, l'aspetto commerciale non è il centro della questione. "E' grave, anzi gravissimo, che con la foglia di fico dello sconto si propongano soluzioni inaudite nel resto d'Europa. Per cominciare, l'uscita dalla farmacia di medicinali sottoposti a prescrizione medica (gli etici di Fascia C), tra i quali rientrano anche sostanze passibili di abuso; senza contare che anche per questi farmaci il prezzo è fisso e non soggetto a sconti. Poi si vuole passare a distruggere l'organizzazione del servizio, in termini di orari e razionale distribuzione sul territorio. Il pretesto è noto: migliorare il servizio. Ma lo sa il dottor Sambuco che a Milano, solo per fare un esempio, ci sono 24 farmacie che restano aperte tutta la notte per 365 notti l'anno? Di quale miglioramento del servizio si sta parlando?". Il servizio farmaceutico italiano è da sempre ai vertici delle classifiche europee e al vertice del gradimento dei cittadini, conclude Mandelli "il che non significa che non ci siano spazi di miglioramento: si può aumentare il numero delle sedi e introdurre flessibilità dove serve. Ma mantenendo un servizio ordinato e regolato, soprattutto ora che le farmacie, come ripetuto ancora ieri dal ministro della Salute Fazio, si avviano a essere la porta d'accesso al servizio sanitario".

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