Un farmaco orale si dimostra molto efficace per la cura del linfoma alk

Redazione DottNet | 06/12/2010 19:27

Un farmaco per bocca (crizotinib) usato in un test pilota su tre pazienti colpiti da un linfoma molto aggressivo (chiamato linfoma ALK+ perche' dipende da un difetto del gene ALK) ha portato a risultati impressionanti in un periodo molto breve di terapia. I risultati preliminari dei test sono stati presentati da Carlo Gambacorti Passerini nel corso del meeting della Societa' Americana di Ematologia (ASH) tenutosi a Orlando. L'azienda che produce il farmaco ha deciso di intraprendere uno studio allargato ad altri 7 centri italiani e coordinato da Gambacorti Passerini.

I linfomi ALK+ rappresentano una malattia estremamente aggressiva, con rapida crescita, sintomi sistemici e mortalita' elevata. Crizotinib e' un nuovo inbitore di ALK, il gene difettoso alla base del tumore. I risultati sui tre pazienti sono unici al mondo, e' la prima volta che si usa un inibitore specifico di ALK nel trattamento di questo linfoma. Si tratta di tre casi estremamente avanzati, in cui vari livelli di chemioterapia, incluso il trapianto autologo di midollo osseo avevano fallito; questi tre pazienti, tutti giovani, tra i 20 e i 26 anni, non avevano piu' di 2-3 settimane di vita. La terapia con crizotinib ha evidenziato una risposta soggettiva (scomparsa della febbre, diminuzione o scomparsa dei dolori) gia' dopo 3-4 giorni di trattamento, con successiva regressione completa (2 casi) o parziale (1 caso) delle lesioni presenti dopo un mese di terapia. Tutti e tre i pazienti sono stati dimessi dall'ospedale dopo 2-3 settimane ed ora continuano a casa la terapia. Crizotinib e' assunto per bocca due volte al giorno. Un paziente ha gia' raggiunto i sei mesi di trattamento, un secondo cinque mesi, mentre la terza e' in terapia da poco piu' di un mese. Cio' dimostra un'attivita' terapeutica del farmaci molto importante conclude Gambacorti Passerini.