Precari, pronti alla mobilitazione generale

Medicina Generale | Redazione DottNet | 01/10/2008 20:43

I precari degli enti di ricerca si mobilitano, preoccupati per i possibili blocchi delle assunzioni programmate dalle precedenti finanziarie. Ma ci sono spiragli da parte del Governo per modificare alcune decisioni, tant'è che esso ha presentato un emendamento per dilazionare l'entrata in vigore del'emendamento Brunetta sulla Pubblica amministrazione.

 ''L'emendamento iniziale è stato fermato fino a luglio - spiega il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio ad alcuni precari dell'Istituto superiore di sanità e dell'Enea -. Con il ministro Brunetta il dialogo è eccellente e discuteremo insieme a lui alcune possibili soluzioni'', ha sottolineato. Secondo il professor Enrico Garaci, presidente dell'Iss e coordinatore dei presidenti degli enti di ricerca, occorre distinguere nella Pubblica Amministrazione ''la peculiarità della ricerca''. ''In Italia - ha spiegato - siamo penalizzati: il numero dei ricercatori è esiguo, il numero dei precari è vasto; occorre trovare soluzioni che tengano conto del merito e della qualità: per questo si deve concentrare l'attenzione nei confronti dei precari''. Le agitazioni sindacali dei precari promosse da Cgil, Cisl e Uil - che oggi hanno manifestato e occupato alcuni enti tra i quali Isfol, Apat, Ingv e Inaf - sono legate ad un emendamento alla Finanziaria (nel frattempo sospeso) che di fatto cambia e blocca la normativa che prevedeva un graduale assorbimento del precariato nella Pubblica amministrazione. ''Solo all'Iss - spiega Susanna Conti della Cgil - ci sono circa 600 precari tra contratti a termine e co.co.co che rischiano il posto di lavoro''. Proteste sono state fatte anche al Cnr (oltre 200 ricercatori hanno occupato presidenza e direzione generale), e in altri enti di altre città. Alcuni dei ricercatori (700 solo al Cnr in graduatoria per la stabilizzazione) - ha spiegato un esponente della Uil - hanno già sostenuto dei concorsi e ora rischiano il posto; a questi si aggiungono altri 1.500 precari che invece sarebbero rientrati nelle procedure di stabilizzazione con la Finanziaria del 2008. Ma complessivamente i posti a rischio sarebbero 7.000. A sostegno delle preoccupazioni dei precari si è unita anche il premio Nobel Rita Levi Montalcini, che a margine di un congresso internazionale all'Iss ha voluto dare pieno appoggio ai giovani e non più giovani precari: ''Ho sentito i loro problemi, sono con loro. Formiamo giovani ricercatori di prima qualità - ha detto Montalcini - e dall'estero ho potuto vedere le loro capacità. Sono un capitale umano eccellente da salvaguardare''. Quella espressa oggi dai precari della ricerca è ''preoccupazione condivisa'' anche dal presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Tommaso Maccacaro. ''Siamo tutti un po' preoccupati - ha detto - perchè vengono continuamente create difficoltà operative a fare ricerca, vuoi per scarsezza di risorse, vuoi per limitazioni dell'area di autonomia di un ente''.

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