Servizio Sanitario nazionale, dipendenti promossi. Meglio i giovani medici. I sindacati però non sono convinti

Silvio Campione | 09/12/2010 10:41

'Risultati superiori alle aspettative', come ha sottolineato Leonello Tronti, direttore della formazione del personale delle Pa, soprattutto per il successo in termini di 'gradimento' da parte degli stessi valutati, e che hanno trovato la 'particolare soddisfazione' dello stesso Brunetta. Per andare a regime, e avere ricadute concrete in termini economici per i dipendenti, la valutazione dovrà passare per i giudizi di secondo livello che verranno emessi da Organismi indipendenti di valutazione (Oiv), che le Regioni dovranno creare a partire dal primo gennaio 2011 e che potranno decidere di modulare le risorse per i premi di produttività (destinate dalla legge per la metà ai primi 25 dipendenti su 100 con punteggi elevati, e l'altra metà ai 50 con valutazioni medie, mentre il restante 25% del personale considerato non meritevole resterebbe a bocca asciutta).

Dipendenti del servizio sanitario pubblico promossi, la metà a pieni voti. Otto su dieci tra i dirigenti (l'85%), con perfomance ancora più alte tra i giovani medici, e nove infermieri su dieci, 'esaminati' con le tanto discusse 'pagelle' introdotte dalla riforma Brunetta per la valutazione del personale del pubblico impiego, si sono collocati nelle fasce media e alta e sarebbero meritevoli, quando la riforma sarà a regime, di incentivi 'di produttività. Personale che è risultato non solo con buone capacità organizzative e gestionali, ma anche attento ai bisogni dei pazienti, puntuale, cortese e disponibile. Dalla sperimentazione in 22 aziende sanitarie e ospedaliere della Penisola, infatti, il 46% dei camici bianchi e dei dirigenti ha avuto valutazioni buone o ottime, il 40% tra il sufficiente e il buono, e solo il 14% una bassa valutazione, quindi teoricamente non meritevole di percepire incentivi. Stesse performance per i dipendenti del comparto (infermieri, tecnici e amministrativi) che nel 28% dei casi ha conquistato un giudizio tra ottimo ed eccellente. 'E' la prima volta che si valutano le perfomance individuali' ha detto Giovanni Monchiero, presidente della Fiaso, che insime a Agenas, Formez Pa e Cefpas (per le 17 aziende siciliane che hanno aderito alla sperimentazione) ha portato avanti il progetto pilota. 'E i risultati - aggiunge - dimostrano l'alto livello di professionalità e la continua spinta al miglioramento di dipendenti e dirigenti delle nostre aziende sanitarie e ospedaliere'. Dati positivi che però non hanno convinto i sindacati e che, per il Tribunale del malato, 'non corrispondono alle segnalazioni di incuria e comportamenti inadeguati fatte dai cittadini'. A conferma di questa tesi ci sarebbero le ottime valutazioni dei medici siciliani che, nonostante l'elevata incidenza di mortalità in corsia, hanno ottenuto voti molto aliti, superiori alle emdia nazionale. Secondo l'Anaao-Assomed, il principale sindacato dei medici ospedalieri, il sistema di valutazione 'e' rigido e grossolano' e male si applica alle specificità della sanità.  'I risultati della sperimentazione delle pagelle di valutazione del personale del Ssn sanciscono il fallimento della riforma Brunetta'. Così in una nota congiunta Cecilia Taranto, segretario nazionale Fp-Cgil e di Massimo Cozza, segretario nazionale della Cgil medici. 'La sperimentazione, decisa unilateralmente senza alcun coinvolgimento dei sindacati - spiegano - evidenzia una bassa valutazione solo per una percentuale inferiore al 15% del personale. E allora chiediamo perché dovrebbe comunque rimanere senza premio il 25% come indicato dal ministro Brunetta?'. 'E' evidente - proseguono - che il sistema delle tre fasce predeterminate non funziona per la sanità così come per tutto il pubblico impiego, come da sempre denunciato dal nostro sindacato'. Peraltro, 'l'obbligo di destinare alla produttività individuale la maggioranza delle risorse è contrario ad ogni obbiettivo di miglioramento del lavoro di equipe, fondamentale per dare risposte appropriate in sanità'. Senza contare, 'piccolo particolare', che 'si tratta solo di un gioco virtuale' perché 'fino a tutto il 2013 le retribuzioni rimarranno congelate con la compartecipazione dello stesso Brunetta che doveva premiare i migliori', per effetto della manovra economica varata a luglio dal governo. 'Riteniamo pertanto - concludono Taranto e Cozza - che vada abbandonata la strada della propaganda mediatica, puntualmente smentita dai fatti, e vada invece ripresa la strada maestra della contrattazione nazionale e aziendale per raggiungere l'obbiettivo di una sanità di qualità a tutela della salute dei cittadini'. Autonomia e responsabilità, qualità del contributo professionale, programmazione e gestione delle attività, relazioni con i colleghi. Ma anche orientamento e attenzione ai bisogni dell'utenza. Sono solo alcuni dei criteri di valutazione messi a punto nella sperimentazione delle cosiddette 'pagelle' per il servizio sanitario nazionale previste dalla riforma Brunetta del pubblico impiego. Schede di valutazione individuale che per il progetto pilota sono state uniformate, ma che le Regioni e anche le singole aziende potranno modulare rispetto agli obiettivi e alle esigenze delle singole unita' operative. Da Fiaso, Agenas, Formez e Cefpas (per la sperimentazione in Sicilia), sono state intanto messe a punto due schede di valutazione diverse per la dirigenza e per il personale del comparto (infermieri, tecnici e amministrativi), che serviranno, una volta che la legge sarà a regime, per assegnare i dipendenti a tre diverse fasce di merito (alta, media e bassa), cui corrisponderanno diversi incentivi. I premi di produttività previsti dalla riforma infatti, non andranno più assegnati 'a pioggia', ma per la metà al 25% di più meritevoli e per la restante metà al 50% che si colloca nella fascia media, mentre il 25% che si colloca in fascia bassa resterebbe senza incentivi. Per la dirigenza sono state valutate competenze e comportamenti e grado di raggiungimento degli obiettivi, dando un 'voto al contributo alle strategie aziendali e ai programmi delle unità operative, passando per la capacità di gestione di casistica semplice e complessa, di programmazione e organizzazione, relazione con i colleghi e con altri professionisti e strutture, disponibilità e collaborazione lavoro di squadra e attenzione ai bisogni dell'utenza, in particolare nel creare 'spazi per l'ascolto e per il trasferimento delle informazioni'. Per il personale del comparto si è valutato anche 'il grado di disponibilità, cortesia, puntualità e presenza', oltre al grado di autonomia e di flessibilità 'rispetto alle routine lavorative'. Clicchi qui per commentare.

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