Linee guida in rosa per le malattie cardiovascolari

Redazione DottNet | 09/12/2010 21:21

Infarti e ictus non sono più malattie solo degli uomini, ma anzi, rappresentano la principale causa di morte anche per le donne. Per questo l'Agenas, in collaborazione con l'Istituto superiore di Sanità ha messo a punto per la prima volte delle linee guida 'in rosa' per le malattie cardiovascolari. Le linee guida sono state studiate nell'ambito del Programma strategico nazionale dell'Iss rivolto alla medicina di genere. E si è partiti dalle malattie cardiovascolari (ma sono state approntate anche quelle per la sindrome da stanchezza cronica), perché oggi sono la principale causa di morte per le donne tra i 44 e i 59 anni. Negli ultimi trent'anni, si legge nella presentazione della prima di queste linee guida, 'le malattie cardiache e l'ictus cerebrale hanno registrato una crescita esponenziale e rappresentano oggi la principale causa di mortalità e invalidità 'femminile' nel mondo occidentale'.

 E in Italia ogni anno muoiono 120.000 donne per malattie cardiovascolari, che corrisponde a circa il 75% del totale dei decessi. Nonostante questi dati, la malattia cardiovascolare continua ad essere considerata un rischio soprattutto per gli uomini ( nei quali l'infarto ha un'incidenza dell'1,5% e dello 0,4% per le donne, mentre l'ctus si attesta all'1,1% nei maschi e allo 0,8% nelle femmine) e per questo, accanto alle linee guida di carattere clinico-organizzativo, il programma prevede di realizzare una campagna di informazione rivolta al pubblico. La seconda linea guida è, invece, rivolta alla sindrome da stanchezza cronica, che registra una netta prevalenza di donne ma che spesso viene ignorata o misconosciuta. La Cfs 'non e' una malattia della psiche', e infatti nessun malato è depresso, ma spesso viene interpretata in questo modo, dai medici e anche dalle famiglie dei pazienti. La maggiore incidenza sulle donne sembra legata a 'fattori ormonali, della biochimica del sistema nervoso, fattori immunitari e genetici'. Ma ci sono molte patologie che colpiscono in prevalenza le donne e che meritano di essere trattate con un'ottica 'gender oreinted', come osteoporosi (+ 736%), tiroide (+500%), depressione e ansietà (+123%), cefalea ed emicrania (+123%), Alzheimer (+100%), cataratta (+80%), artrosi e artrite (+49%), calcolosi (+31%), ipertensione arteriosa (+30%), allergie (+9%), diabete (+8%), alcune malattie cardiache (+5%).