Napoli, ancora crisi per le farmacie: nuova serrata in vista

Redazione DottNet | 11/12/2010 15:48

Un credito di circa 400 milioni di euro, dei quali la metà solo nell'Asl Napoli 1, e l'ultima tranche erogata ai farmacisti della provincia di Napoli risale al marzo scorso. "Il sistema rischia di crollare - spiega il presidente di Federfarma Napoli Michele di Iorio - perché molti dei nostri associati sono pressati dalla banche che chiedono il rientro dei debiti contratti. I tempi delle anticipazioni bancarie non superano i tre mesi. Siamo ben lontani dai tempi della Regione Campania e non abbiamo alcuna assicurazione sull'erogazione dei crediti già maturati, ne' una programmazione sul 2011".

 Annuncia la possibilità di una serrata delle farmacie di tutta la provincia di Napoli se dalla giunta di Palazzo Santa Lucia non dovessero arrivare segnali concreti di un'inversione di rotta. "Il decreto di impignorabilità dei beni impedisce anche ai farmacisti di avviare azioni esecutive, atti ingiuntivi per riscuotere quanto la Regione deve - spiega Di Iorio - e questa condizione pone i nostri associati anche nell'impossibilità di temporeggiare presso le banche". A "sostituirsi" alla Regione da molti mesi, secondo quanto spiega Federfarma, sono i distributori intermedi di farmaci, anticipando le forniture pur in un clima di totale incertezza sulla riscossione dei crediti. "Anche i distributori, che hanno in indotto considerevole - aggiunge - non riescono più a reggere questa situazione. A loro volta sono debitori verso le case produttrici. Non ci sono più garanzie per nessuno, al punto che alcuni sindaci di comuni dove e' presente una sola farmacia, hanno scritto ai fornitori pregando di proseguire comunque nell'evasione degli ordini".  Una situazione critica che per Di Iorio è imputabile alla "storica incapacità dei direttori generai delle Asl, e quindi non solo nell'ultimo anno, di gestire i conti. Cosa che non accade nelle altre province campane, dove pure esistono difficoltà, ma i pagamenti non subiscono ritardi così insostenibili". Clicchi qui per commentare