Obesità, con un taglio di 20 millimetri si riduce il problema

Redazione DottNet | 12/12/2010 15:26

Un taglietto di soli 20 millimetri sull'ombelico e in meno di due ore si può curare l'obesità, il tutto senza lasciare segni sul paziente: è il risultato dell'intervento mininvasivo in laparoscopia di tipo innovativo chiamato SILS (Single Incision Laparoscopic Surgery - laparoscopia a singola incisione), la tecnica 'collaudata' con successo da Roberto Tacchino, responsabile dell'Ambulatorio di Chirurgia dell'Obesità del Policlinico Gemelli di Roma. La laparoscopia con singola incisione e' stata adottata da Tacchino dal 2008 e solo nel 2010 sono oltre 100 i pazienti operati con la SISL. I vantaggi sono tanti rispetto alla chirurgia bariatrica tradizionale, spiega Tacchino in uno studio pubblicato sulla rivista "Obesity Surgery", in cui sono riportati i risultati su 16 pazienti operati al Gemelli.

 L'obesità colpisce in Italia un individuo su 10 e il problema è destinato a crescere perché sta dilagando tra i bambini; infatti, il 24% di quelli tra i 6 e gli 11 anni è in sovrappeso, il 12% obeso, per un totale di 138 mila bambini 'oversize'. Quando l'obesità non si sconfigge con la dieta e lo sport, si può ricorrere al bisturi: oggi in Italia si eseguono 5000-6000 interventi di chirurgia bariatrica anti-obesita' ogni anno. La SISL, già usata ampiamente da alcuni anni in interventi di altro tipo come la colecistectomia, è una profonda innovazione nel campo della chirurgia dell'obesità. Infatti, rispetto alla laparoscopia tradizionale, che richiede solitamente fino a 8 punti d'accesso (8 taglietti sull'addome) per inserire gli strumenti chirurgici, con la SISL basta una singola incisione addominale dove vengono inseriti una telecamera e due strumenti operatori; ciò riduce considerevolmente la perdita di sangue e il rischio di possibili ernie nei punti di accesso. Inoltre riduce il dolore post-operatorio, poiché l'incisione avviene nell'ombelico, una zona poco sensibile, spiega Tacchino.