Takotsubo versus sindromi coronariche acute in assenza di stenosi coronariche significative: studio retrospettivo di confronto

Adelaide Terracciano | 13/12/2010 11:48

stenosi-coronarica

Il 15% dei pazienti con infarto miocardico acuto (IMA) presenta coronarie angiograficamente indenni da stenosi significative (IMA-CI). La fisiopatologia di questa condizione non è ancora definita; in questo ambito, è stata recentemente identificata la sindrome di tako-tsubo (TT), una cardiomiopatia acuta ma reversibile, nella quale un ruolo patogenetico determinante sembra svolto dalle anomalie dell’equilibrio catecolaminergico innescate dallo stress. Scopo dello studio era confrontare retrospettivamente i parametri clinici, strumentali e di laboratorio di pazienti con IMA-CI e con TT. Abbiamo analizzato 1376 pazienti consecutivi, sottoposti a coronarografia per IMA entro 48 ore dall’insorgenza dei sintomi presso il nostro laboratorio di Emodinamica nel periodo 1/2006- 12/2009. Abbiamo escluso i pazienti con stenosi coronariche _50%, quelli già sottoposti a cardiochirurgia, con pregressa necrosi miocardica, o con vizi valvolari.

 

La popolazione residua era di 48 pazienti, di cui 24 con diagnosi di TT (criteri diagnostici della Mayo Clinic) e 24 con IMA-CI. In accordo con la letteratura, nel gruppo con TT si osservavano una netta prevalenza delle donne (22/24, mentre erano 10/24 nel gruppo SCA-CI; p<0,001), e un più diffuso coinvolgimento di numerosi segmenti ventricolari; inoltre, la sTT era sempre innescata da stress (emotivo: 92%, fisico: 8%), che invece era presente solo nel 20% del gruppo IMA-CI. La prevalenza di ipertensione ed ipercolesterolemia era sovrapponibile, mentre diabete e fumo di sigaretta erano meno frequenti nei pazienti con TT (fig. A; *=p<0.05). Nel gruppo IMA-CI 18 pazienti (75%) sono stati ricoverati tra le 06.00 e le 18.00; nel gruppo TT, invece, sono stati ricoverati nello stesso orario solo 14 pazienti (58%) (fig. B; *=p<0.05). Nel gruppo IMA-CI, la distribuzione stagionale dei ricoveri mostra una maggiore frequenza nei mesi invernali (54%) ed estivi (29%); nel gruppo TT, invece, i ricoveri avvenivano soprattutto durante i mesi estivi (50%). Il quadro clinico d’esordio non permette la diagnosi differenziale fra IMA a coronarie indenni e sindrome tako-tsubo, né con IMA da aterotrombosi coronarica. L’IMA-CI mostra una prevalenza di ricovero nelle ore diurne e nei mesi invernali ed estivi, rispetto alla TT. Le differenze nella prevalenza dei fattori di rischio coronarico suggeriscono che la trombosi giochi un ruolo più importante nell’IMA a coronarie indenni, forse sulla base del fenomeno del rimodellamento positivo dei vasi coronarici. L’IMA a coronarie indenni sembra rappresentare una entità distinta dalle sindromi tako-tsubo. I fattori di rischio e i meccanismi scatenanti sembrano diversi.