Sic 5/ nuovi farmaci e alta tecnologia

Redazione DottNet | 13/12/2010 20:07

Durante il Congresso SIC sono state affrontate tematiche estremamente attuali in tema di nuove strategie farmacologiche per la gestione dei pazienti con fibrillazione atriale e cardiopatia ischemica cronica. Per quanto riguarda i pazienti con fibrillazione atriale, l’aritmia più frequente in termini epidemiologici (con una prevalenza in Europa di 11,5%), spesso sottovalutata e misconosciuta per la paucisintomaticità, sono disponibili nuovi farmaci per il controllo delle recidive e per il mantenimento del ritmo sinusale (vedi Dronedarone), nonché volti a ridurre il rischio tromboembolico, estremamente più sicuri e manegevoli, tanto da poter essere impiegati senza il continuo controllo dei valori di coagulazione ematica vedi Dabigatran).

Si comprende come i pazienti in fibrillazione atriale potranno giovarsi di questi trattamenti che riportano la fibrillazione atriale ad essere una aritmia relativamente benigna per le possibilità di controllo della frequenza cardiaca, del ritmo e per la capacità di riduzione degli eventi cardioembolici. Anche sul versante della cardiopatia ischemica cronica sono a disposizione nuovi  farmaci (vedi Ranolazina) che inibendo a livello dei canali ionici del sodio gli effetti dell’ischemia miocardica ripristinano la normale contrazione ed il normale rilasciamento miocardico con effetti positivi sulla funzione ventricolare e, indirettamente, anche sulla circolazione coronarica. L’impiego di tali farmaci, da soli, in associazione alle procedure interventistiche e nei casi non riva scolarizzabili, offre una nuova opportunità terapeutica per il trattamento di pazienti sofferenti di angina pectoris cronica.

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