Progetto Aracne, dalla Sicilia a tutto il territorio nazionale il programma per combattere le infezioni ossee

Redazione DottNet | 14/12/2010 11:04

Aracne è un progetto finalizzato a migliorare il sistema sanitario, attraverso un lavoro di rete in grado di prevenire e curare la grave patologia delle infezioni ossee. Dopo una prima sperimentazione in Sicilia, il progetto verrà riproposto in tutta Italia entro il 2012. Il progetto, redatto dall'Associazione nazionale per le infezioni ossee (Anio), è nato per la prevenzione delle infezioni ossee di provenienza da infortuni sul lavoro. La presentazione è avvenuta ieri pomeriggio presso l'aula magna Maurizio Vignola degli ospedali riuniti Villa Sofia - Cervello di Palermo. Il Progetto cofinanziato da Anio e da Inail Sicilia, nel suo percorso ha subito una serie di perfezionamenti con il contributo dell'assessorato alla Salute della Regione Siciliana e con il patrocinio del ministero della Salute.

 In Italia ogni anno si censiscono 28 mila nuovi casi d'infezioni ossee, provenienti da traumi ossei o di provenienza da complicanze di altre patologie, una delle prime il diabete. La Sicilia ha una considerevole percentuale d'infezioni di natura ortopedica, causate da infortuni sul lavoro, da esiti da trattamenti chirurgici in traumatologia, e da degenerazioni da piede diabetico. Il Progetto Aracne, in particolare, propone di costruire una rete di esperti nel trattamento delle complessità ortopediche che minacciano di evolversi o si sono evolute in infezioni ossee ed articolari e piede diabetico, adoperando esperienze e competenze specifiche sia territoriali sia dei centri d'eccellenza Codivilla Putti di Cortina e Santa Corona di Pietra Ligure. L'obiettivo, in una sua fase successiva, mira pure alla creazione di protocolli comportamentali destinati in primo luogo alla prevenzione per evitare lunghi decorsi di cure, esiti estremamente invalidanti e costi socio economici elevatissimi. "La prevenzione e la formazione sono il primo strumento utile ed efficace per patologie come questa - afferma il presidente nazionale dell'Anio Girolamo Calsabianca -. In dieci anni abbiamo costruito una rete di assistenza e di reale sostegno, ma come ogni organizzazione di volontariato, nata a difesa di un diritto, quest'ultima deve dare un sostegno e rappresentare le esigenze, ma deve anche proporre delle soluzioni sostenibili. Aracne è la nostra proposta, e l'Inail Sicilia è stata la prima a sposare e a promuovere questo ambizioso progetto, cui si è unito con grande disponibilità fattiva l'assessorato alla Salute, contribuendo per tutto quanto concerne la formazione del personale sanitario, in armonia con i centri altamente specializzati che curano le infezioni ossee (Ospedali Codivilla Putti e Santa Corona ) che da anni cooperano con Anio". "La collaborazione con Anio alla formulazione del progetto Aracne nasce dall'osservazione quotidiana, presso gli ambulatori dell'istituto, dei troppi lavoratori infortunati affetti da lesioni ortopediche complesse - riferisce il sovrintendente medico regionale dell'Inail, Giovanna Maira -, il cui iter terapeutico si prolunga anche per diversi anni, come conseguenza dell'instaurarsi della complicanza osteomielitica. Tutto questo è causa per l'infortunato, nella maggioranza dei casi, della perdita del posto di lavoro e dell'impossibilità a ricollocarsi utilmente sul mercato lavorativo. Prevenire il fenomeno attraverso un'idonea formazione degli operatori sanitari all'adozione di tutti i comportamenti e tutte le tecniche utili allo scopo, è l'unico percorso perseguibile per scongiurare i pesanti effetti di questa patologia che, oltre a danneggiare il lavoratore che ne è affetto, finisce per ricadere sull'intera collettività". "E' un'ulteriore testimonianza di come la Sanità stia cambiando in Sicilia: dando voce e ascolto all'opinione dei malati attraverso le associazioni che ne rappresentano interessi collettivi - sottolinea l'assessore della Salute Regione Siciliana Massimo Russo - e supportando la crescita di professionalità degli operatori. Per garantire una buona sanità occorre prima di tutto puntare sulla prevenzione che si riesce a portare avanti soltanto con una buona informazione di operatori e personale medico specializzato adeguatamente formato". "In Italia ogni anno le forme acute o in trattamento sono calcolate intorno ai 15-18 mila e l'incidenza del fenomeno è pari al 3% del totale degli interventi chirurgici e traumatici - si legge in una dichiarazione del sottosegretario di Stato al ministero della salute Francesca Martini, assente per motivi istituzionali -. E proprio con la finalità di ridurre l'incidenza di tale patologie e di migliorare la tutela dei pazienti, considero strategico porre in essere interventi che debbano interessare non solo la prevenzione della patologia, attraverso la riduzione dei fattori di rischio, ma anche il trattamento della infezione osteoarticolare e la prevenzione della disabilità". "In tale ottica rientra il tavolo di lavoro presso il Ministero della Salute che coinvolgendo vari interlocutori, comprese le associazioni dei pazienti - continua il sottosegretario -, si è posto l'obiettivo di fornire risposte concrete attraverso la fissazione di comportamenti omogenei a livello di procedure chirurgiche nonché di creare alleanze con altri dicasteri per il miglioramento della qualità di vita dei pazienti, anche in relazione alla vita familiare e al contesto sociale e lavorativo".

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