Congresso Sic: un successo nella continuità e nel progresso

Cardiologia | Redazione DottNet | 14/12/2010 21:52

Grande soddisfazione da parte del presidente della Sic Paolo Marino sulla tre giorni del Congresso della Società italiana di Cardiologia, giunto alla settantunesima edizione. Noi di Dottnet e Merqurio abbiamo avuto modo di verificare durante i lavori la passione e soprattutto il livello raggiunto dalla cardiologia italiana che ormai, come ha affermato Francesco Romeo dell’Università di Roma Tor Vergata ai nostri microfoni, “non ha più nulla da invidiare agli Stati Uniti, dove, anzi, ci prendono anche come riferimento per alcuni importanti studi”. Un concetto rilanciato anche da Gianfranco Censani, dell’Università di Firenze che nel suo lungo e applaudito intervento ha annunciato importanti studi sull’interazione tra diabete e problemi cardiologici “problemi che in parte saranno risolti dall’ingresso di nuovi farmaci, prodotti innovativi che potranno combattere il diabete e tenere sotto controllo le conseguenze cardiologiche”.

Censani ha anche ricordato il ruolo del medico di famiglia nella continuità assistenziale di un malato cronico. Paolo Marino, inoltre, ha voluto ribadire l’importanza del Centro Studi della Sic, il cui ruolo si è rivelato in tutta la sua interezza durante il Congresso: “L’occasione – ha affermato Marino - per il primo studio fu fornita da Novartis, con la attribuzione al Centro Studi del coordinamento, per l’Italia, di uno studio internazionale finalizzato alla utilizzazione di un anticorpo monoclonale anti‐interleuchina 1 quale trattamento di profilassi cardiovascolare in pazienti affetti da pregresso infarto miocardico e caratterizzati da elevati valori di proteina C‐reattiva”. “Il Progetto prevedeva l’arruolamento di 6900 pazienti in vari Paesi (poco meno di 300 per  l’Italia) da seguire per un arco di quattro anni e mezzo – ha aggiunto il presidente della Sic -. Sul piano del Congresso annuale sono state create le prestigiose letture Lancisi e Da Vinci, rispettivamente per le Scienze Cliniche e quelle di base, oltre alla creazione del Premio Condorelli, che intendeva essere un riconoscimento ad uno studioso Italiano, a conclusione di carriera, che avesse dato significativi contributi alle Scienze Cardiovascolari di base o applicate, nell’Insegnamento della Cardiologia o nella Pratica Clinica Cardiovascolare“. “L’attribuzione di questo premio andò per l’anno 2009 al professor Sergio Dalla Volta, e per l’anno 2010 al professor Fulvio  Camerini – ha concluso Marino -. Nei confronti dei Gruppi di Studio della Società è stato strutturato un incontro biennale (il primo in primavera in sede a Roma ed il secondo in autunno, per le prime due edizioni in Sardegna, in occasione delle Giornate Cardiologiche del professore Giuseppe Mercuro)”. Insomma la cardiologia italiana va avanti e a grandi passi.

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