Censis: il medico di medicina generale è un cardine nella salute degli italiani

Redazione DottNet | 14/12/2010 11:51

Si è tenuto presso la sede del Ministero di Viale Ribotta il Convegno “Cittadini e Salute. La soddisfazione degli italiani per la sanità”, dedicato alla presentazione del quinto volume della collana “Quaderni del Ministero della Salute”. La pubblicazione, dedicata alla ricerca condotta dalla Fondazione Censis su incarico del Ministero della Salute, fornisce gli elementi necessari per mettere a fuoco aspettative e opinioni della popolazione italiana generale in merito alla sanità.  “Ne è emerso, nella maggior parte dei casi – ha dichiarato il Ministro della salute prof. Ferruccio Fazio - una valutazione positiva da parte dei cittadini, il sistema dell’offerta sanitaria italiana si dimostra capace di rispondere ampiamente alle loro aspettative”.  

Il medico di medicina generale (per il 92% di qualità buona o comunque sufficiente, inadeguata solo per l’8%) continua a rappresentare un elemento cardine del sistema di offerta e un referente di prossimità nel quale gli utenti ripongono grande fiducia. Positive anche le opinioni sui pediatri di libera scelta (promossi dal 90%). Seguono laboratori di analisi pubblici (84%), ambulatori e consultori pubblici (84%), ospedali e pronto soccorso (81%), strutture di riabilitazione pubbliche (73%), assistenza domiciliare (72%). Il giudizio positivo anche per le farmacie, i cui servizi sono di buona qualità per il 62% degli italiani, sufficienti per il 35%, mediocri o scarsi solo per il 2%. E' dunque di soddisfazione generale il giudizio che gli italiani danno del rapporto con i servizi sanitari. Il 92% giudica, come detto, le prestazioni erogate dal medico di medicina generale di qualita' buona o sufficiente. Elevata anche la percentuale di cittadini che promuovono i pediatri, pari al 90%. Sono alcuni dei dati contenuti nella ricerca realizzata dalla Fondazione Censis, su un campione di circa duemila italiani, e inserita nel quinto dei "Quaderni del ministero della Salute", presentato questa mattina.
L'84% degli intervistati si e' detto soddisfatto tanto dei laboratori di analisi pubblici quanto degli ambulatori e consultori pubblici. L'81% considera soddisfacenti i servizi di ospedali e pronto soccorso. Bene anche le strutture di riabilitazione pubbliche (73%) e l'assistenza domiciliare (72%). Pisitivo infine anche il giudizio sulle farmacie, i cui servizi sono di buona qualita' per il 62% degli intervistati.
Passando ai giudizi negativi, il 13,6% del campione afferma di aver dovuto ricorrere a un medico privato a causa dell'inadeguatezza del servizio fornito dal medico di famiglia.
Stessa motivazione che ha spinto un 15,3% a ricorrere a un altro pediatra. Al 10,5% dei pazienti e' inoltre capitato che il medico di famiglia non abbia diagnosticato una patologia emersa successivamente attraverso controlli piu' approfonditi.
A fronte di questa diffusa soddisfazione permangono tuttavia problematicita' legate, ad esempio, ai tempi d'attesa, ai ricoveri ospedalieri, ai servizi di diagnostica ambulatoriale e all'associazionismo medico.
Osservando il territorio, si registrano inoltre forti disomogeneita' tra nord e sud del paese, a svantaggio delle regioni meridionali dove l'insoddisfazione per ospedali e pronto soccorso sale al 26% contro una media nazionale del 19%, per l'assistenza domiciliare e' al 34% contro una media italiana del 28% e per le strutture di riabilitazione al 34% contro il 27%.  Sempre a proposito di disomogeneita' geografiche, dalla ricerca emerge che se il 90% dei cittadini del settentrione ritiene poco e per nulla frequenti i casi di malasanita', la percetuale scede al 58,3% per quelli del meridione, dove il 34,5% degli intervistati ritiene questi casi abbastanza frequenti e il 7,2% molto frequenti. Differenze di giudizio simili si registrano anche per quanto riguarda le probabilita' che i pazienti ritengono di avere di subire un grave errore medico: se il 70% di tutti gli italiani ritiene che sia poco o per nulla probabile, al sud lo scetticismo fa precitare il dato al 51%.
Quanto all'esperienza del ricovero in ospedale, il 72,6% di coloro che nell'ultimo anno ha ricevuto cure ospedaliere in regime di ricovero pensa di essere stato correttamente e puntualmente informato sulle sue condizioni e l'80% ritiene che il follow up dopo le dimissioni sia stato organizzato e gestito adeguatamente. "Il sistema di offerta sanitaria", ha scritto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, nell'introduzione della pubblicazione, "si dimostra capace di rispondere in larga misura alle aspettative e alle esigenze dei cittadini" che, prosegue, "costituiscono un'utenza sempre piu' esigente e informata, assumendo un ruolo sempre piu' rilevante nell'orientamento e nella valutazione competente dell'offerta sanitaria a loro disposizione. Le opinioni e le valutazioni dei cittadini rappresentano, pertanto, un patrimonio da non disperdere e che", dice ancora Fazio, "risulta fondamentale sondare per verificare il grado di efficienza raggiunto dal Servizio Sanitario Nazionale ma anche per indirizzare la rpogrammazione dei servizi alla luce della sempre piu' accelerata evoluzione della domanda".