Studio sulla mappatura fenotipica scopre il differenziamento delle cellule muscolo-scheletriche

Redazione DottNet | 15/12/2010 16:21

Uno studio condotto da alcuni ricercatori dell'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna si conquista la copertina della rivista internazionale 'Molecular and Cellular Proteomics'. La proteomica è lo studio delle proteine presenti nella cellula e si avvale di sofisticate piattaforme tecnologiche per arrivare a definire la 'mappatura fenotipica', cioe' la conoscenza delle proteine coinvolte nei processi cellulari normali e patologici. Quello che con successo hanno ottenuto i professori Alberto Bavelloni e Manuela Piazzi coordinati dal professor Lucio Cocco del dipartimento di Anatomia umana dell'Università di Bologna è stato scoprire alcuni meccanismi finora ignoti di differenziamento delle cellule muscolo-scheletriche.

"Negli ultimi due anni - spiegano i ricercatori del Rizzoli - abbiamo lavorato come gruppo di ricerca articolato in tre laboratori. Dal 2008 infatti Bologna rappresenta uno dei cinque nodi italiani della Rete Nazionale per lo studio della Proteomica Umana. Il nostro Laboratorio di Biologia Cellulare Muscoloscheletrica, diretto dal professor Nadir Mario Maraldi, con il dipartimento di Scienze Anatomiche Umane e Fisiopatologia dell'Apparato Locomotore dell'Università di Bologna e il dipartimento di Anatomia e Istologia dell'Università di Modena sono impegnati in studi di Proteomica, sia in condizioni normali che patologiche, finanziati dal Firb, il Fondo per gli Investimenti nella Ricerca di Base, che ha istituito la Rete Nazionale di Proteomica in linea con il suo obiettivo di sostenere le attività mirate all'ampliamento delle conoscenze scientifiche e tecniche con un occhio alla competitività internazionale dell'Italia". Un obiettivo importante raggiunto in questa fase dalla ricerca bolognese: 'Molecular and Cellular Proteomics', la rivista internazionale di riferimento del settore, le ha dedicato la copertina del numero di dicembre e l'editoriale sottolinea l'importanza di questo studio, sia dal punto di vista della ricerca di base che delle possibili implicazioni terapeutiche, nel campo delle patologie associate al differenziamento muscolare.