Utilizzo degli ultrasuoni nella malattia cerebrovascolare

Antonio Siniscalchi | 21/12/2010 11:09

 

Il ruolo degli ultrasuoni (ecocolordoppler dei vasi extra ed intracerebrali) nella prevenzione primaria e secondaria dell’ictus ischemico è ben noto. Molti studi clinici hanno dimostrato l’importanza dell’utilizzo dell’ecocolordoppler arterioso, in particolare ai vasi del collo (extracerebrale), nella prevenzione della malattia cerebrovascolare. Questa metodica strumentale è in grado di definire la presenza o meno di processi aterosclerotici a carico dei vasi carotidei e di meglio definire la presenza di una stenosi carotidea non solo in termini di percentuale di stenosi, ma anche in termine di ecostruttura della placca (se molle o calcifica). Tutto ciò ci consente di identificare più accuratamente il profilo di rischio di ictus ischemico in pazienti affetti da malattia cerebrovascolare. Inoltre, il contemporaneo utilizzo dell’ecocolordoppler transcranico, cioè  a carico dei vasi intracerebrali, può essere  utile per il rilievo della presenza o meno di segnali microembolici nella stenosi carotidea. Nei bambini con anemia a cellule falciforme è indicato eseguire l’ecocolordoppler transcranico, in quanto lo stesso è utile nel prevedere il rischio di eventi cerebrovascolari in base alle velocità di flusso registrate dal doppler.

Più complesso è l’utilizzo dell’ecocolordoppler transcranico nella fase acuta dell’ictus ischemico. In fase acuta, infatti, l’utilizzo di una diagnostica strumentale ultrasonografica potrebbe meglio evidenziare la causa dell’ischemia cerebrale. Ad esempio, il risconoscimento di una stenosi carotidea responsabile dell’ischemia cerebrale può consentire di classificare il tipo di evento cerebrovascolare ischemico come di origine aterotrombotica; per contro, l’assenza di processi aterosclerotici a carico dei vasi carotidei e la presenza di segnali microembolici all’ecocolordoppler ci potrebbe indirizzare verso una diagnosi di evento cerebrovascolare ischemico come di natura cardioembolica (presenza di trombo nelle cavità cardiache in paziente con fibrillazione atriale, forame ovale pervio, ecc.).

Ancora più interessante appare l’utilizzo dell’ecocolordoppler transcranico nel paziente affetto da ictus ischemico e candidato ad un trattamento trombolitico. L’utilizzo dell’ecocolordoppler transcranico, cioè a carico dei vasi intracerebrali,  ci permette di identificare la sede della stenosi del vaso arterioso cerebrale, di seguire l’evoluzione dell’eventuale ricanalizzazione o riocclusione del vaso arterioso e di valutare la presenza o meno di segnali microembolici locali.

Recenti studi clinici hanno dimostrato la possibilità di utilizzare l’ecocolordoppler transcranico non solo per una diagnosi di stenosi a carico dei vasi cerebrali, ma anche per un effetto terapeutico. Infatti, nella fase acuta di un evento cerebrovascolare ischemico il trattamento tromboembolitico è più efficace in contemporanea presenza degli ultrasuoni associato all’utilizzo di mezzi di contrasto. Tutto ciò a dimostrazione che gli ultrasuoni utilizzati durante un trattamento trombo litico endovenoso hanno un effetto sinergico sulla lisi del trombo. Quest’ultima metodica definita sonotrombolisi rappresenta un’ulteriore passo avanti nell’utilizzo degli ultrasuoni nei pazienti affetti da patologia cerebrovascolare ischemica acuta.