Medicina difensiva, al via la due giorni al Gemelli: come ridurre i conflitti medico-paziente

Professione | | 16/12/2010 16:38

La terapia intensiva e' il reparto ospedaliero dove vengono praticate cure speciali rese necessarie dal particolare stato di salute del paziente, quali ad esempio il supporto delle funzioni vitali, il monitoraggio continuo e l'intervento immediato. La valutazione e il trattamento del paziente ricoverato in terapia intensiva rappresentano per il medico una situazione complessa e spesso difficile da gestire. All'approfondimento delle principali problematiche che lo specialista puo' trovarsi ad affrontare trattando un paziente critico e' dedicato il XXIII Congresso nazionale della Siti (Societa' italiana di terapia intensiva) promosso dagli Istituti di Clinica chirurgica e di anestesia e rianimazione dell'Universita' Cattolica di Roma che si svolgera' venerdì 17 e sabato presso l'Aula Brasca del Policlinico Agostino Gemelli (Largo Francesco Vito 1, inizio lavori alle 9).

"Il fitto programma delle due giornate di congresso - spiega Gabriele Sganga, presidente Siti e docente dell'Istituto di Clinica chirurgica generale dell'Universita' Cattolica di Roma - rappresenta un appuntamento con i massimi esperti di tutte quelle discipline che ruotano attorno al malato critico con lo scopo di creare un focus di discussione in cui anestesisti-rianimatori, chirurghi, infettivologi, microbiologi, nutrizionisti, internisti e medici d'urgenza, ortopedici, cardiochirurghi, neurochirurghi, cardiologi, pediatri e neonatologi, radiologi, si trovano riuniti per discutere e condividere le conoscenze e le piu' importanti e recenti acquisizioni in materia di terapia intensiva. In particolare tra i nuovi topics affrontati quest'anno, ampia discussione sara' dedicata al problema dell'etica in medicina anche alla luce delle piu' recenti notizie di cronaca"."Infatti - sottolinea Sganga -, proprio nell'ambito della terapia intensiva, e' oggi piu' che mai argomento di accese discussioni la necessita' per il medico di affrontare (o riaffrontare) quelli che sono veri e propri problemi irrisolti: il confronto con malati e malattie 'invincibili', per cui le terapie e le tecnologie sembrano essere solo un mezzo per 'ritardare la sconfitta'; la necessita' nel saper gestire situazioni di urgenza e emergenza in cui spesso il rapporto con il paziente, la sua volonta' e i suoi familiari viene meno". Per affrontare in modo costruttivo le problematiche correlate ai "conflitti medico-paziente" spesso rilanciati dai media, la lettura inaugurale tenuta da Rodolfo Proietti, ordinario di Anestesiologia e Rianimazione presso l'Universita' Cattolica di Roma, dal titolo "Come evitare una denuncia, come evitare un processo, come evitare una condanna", sara' incentrata sul favorire il rapporto di fiducia medico-paziente-famiglia tramite il raggiungimento di due obiettivi: promuovere l'autonomia del malato e raggiungere una vera alleanza terapeutica, che non e' solo condivisione del percorso assistenziale, ma partecipazione attiva alla sua realizzazione. "Abbiamo osservato grandi progressi nella gestione del rischio clinico, che consentono una maggiore sicurezza per il paziente e, nel contempo, pochissimi progressi nelle tecniche di relazione interpersonale - dice Proietti - con la conseguenza che la riduzione degli eventi avversi si accompagna a un aumento continuo e preoccupante delle richieste di risarcimento per colpa medica"."Evidentemente - osserva Proietti - la sola gestione del rischio clinico non e' un mezzo sufficiente per interrompere il percorso che porta dalla denuncia al processo e, in alcuni casi, alla condanna. Per recuperare il rapporto di fiducia medico-paziente e' indispensabile avvalersi di un nuovo modello di medicina, la cosiddetta 'medicina di relazione' fondata su informazione, comunicazione e capacita' di far emergere nella persona malata quella innata capacita' di 'resilienza' necessaria per condividere il piano diagnostico-terapeutico (alleanza terapeutica)". A seguire sara' Andrea Cambieri, direttore sanitario del Policlinico Gemelli, a focalizzare il clima che negli ultimi tempi caratterizza il rapporto medico-paziente con la sua relazione "Guerra e Pace". "L'aumento esponenziale registratosi negli ultimi dieci anni per il contenzioso medico-legale nelle nostre corsie ospedaliere - afferma Cambieri - ha innescato una spirale di eventi negativi che si auto-alimentano: il ricorso alla cosiddetta medicina difensiva, che aumenta sia i costi sanitari a carico della collettivita' sia i rischi per l'ammalato che si deve sottoporre a una maggiore quantita' di test diagnostici anche invasivi e dai risultati non di rado contrastanti senza un sottostante ed evidente beneficio clinico; la difficolta' per le strutture e i professionisti nel reperire un'adeguata copertura assicurativa, in ogni caso infinitamente piu' onerosa e limitativa di un tempo; la moltiplicazione di strutture organizzative complesse non solo deputate all'abbattimento dell'errore medico, ma anche e soprattutto alla gestione dei reclami e delle conseguenze legali della malpractice. Il clima che adesso si respira nelle corsie e' quello di una tensione latente, che a volte sfocia nel conflitto conclamato e aperto, e allora fa piu' notizia".Infine, a sottolineare l'importanza data in questo congresso ai problemi etici in Terapia Intensiva, Antonino Gullo, direttore dell'Unita' clinica operativa di Anestesia e Rianimazione del Policlinico Universitario di Catania, terra' una relazione su "Ordine di non rianimare", altro tema scottante e irrisolto delle Terapie Intensive di tutto il mondo. Accanto a queste tematiche piu' propriamente medico-etico-legali il congresso avra' anche un appuntamento significativo di aperto dibattito per l'attualita' delle tematiche affrontate. Per questo una tavola rotonda in programma domani alle 17:30 vedra' riuniti un panel di esperti di ogni disciplina coinvolta per prendere in esame, da diversi punti di vista, gli aspetti della nutrizione in Terapia Intensiva, gli accessi venosi e la loro gestione, le infezioni intra-addominali, dalla diagnostica alla clinica fino ai trattamenti piu' o meno invasivi, e sulle infezioni fungine, che sempre piu' negli ultimi anni stanno assumendo un aspetto emergente. Ampio spazio sara' dedicato alle tecnologie piu' avanzate per cio' che riguarda l'assistenza respiratoria, le tecniche emodiafiltrative e il monitoraggio emodinamico.Alle infezioni ospedaliere, vera e propria epidemia silenziosa stimata dall'Organizzazione mondiale sanita' in Italia nel 2009 pari a 500-750.000 nuovi casi con circa 4.500-7.500 numero di decessi, sara' dedicata la lettura magistrale di Christian Eckmann, direttore del Dipartimento di Chirurgia generale e toracica nell'ospedale di Hannover, che affrontera' in modo critico gli attuali orientamenti europei sul trattamento e sulla prevenzione delle infezioni in chirurgia. "E' previsto anche un appuntamento formativo per il personale infermieristico - conclude Sganga - a dimostrazione del sempre piu' importante contributo svolto dagli infermieri in tema educazionale oltre che assistenziale. Per questo, nell'ambito del congresso, sabato alle 8:30 verra' svolto un Corso educazionale per infermieri di terapia intensiva e di area critica, imperniato sull'organizzazione dell'assistenza al paziente chirurgico critico, che affrontera' temi sia di ordine generale sulle modalita' assistenziali e le sinergie organizzative, sia veri e propri focus su tematiche 'calde' quali le cure a pazienti pediatrici o con necessita' di terapie avanzate quali le piu' moderne tecniche di dialisi o ancora l'uso e la gestione di nuovi sistemi di medicazione avanzata delle ferite".

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