Legge 40, dopo la Consulta ancora attese per le linee guida

Redazione DottNet | 19/12/2010 20:43

A più di un anno e mezzo dalla sentenza della Corte Costituzionale, che ha fatto cadere diversi obblighi e divieti contenuti nella legge 40, non è ancora arrivato l'aggiornamento delle linee guida per la procreazione medicalmente assistita. E nelle strutture pubbliche molto spesso non è nemmeno stato aggiornato il consenso informato da sottoporre alle coppie con problemi di infertilità, come previsto dalla legge. A fare il punto sulla situazione i Radicali e l'associazione Luca Coscioni, in un convegno dedicato agli effetti giuridici della sentenza dell'Alta Corte del primo aprile 2009. In molti centri pubblici, è la denuncia di Filomena Gallo, avvocato che ha seguito molti ricorsi contro i limiti imposti dalla legge, 'assistiamo a continue lesioni del diritto', perché alle coppie viene proposto il consenso informato messo a punto in precedenza' senza tenere conto delle modifiche introdotte dalla Consulta, che ha eliminato tra le altre cose l'obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti e il divieto di produzione di più di tre embrioni.

 Non solo, le linee guida, previste dalla legge, sono ancora quelle varate dall'allora ministro della Salute Livia Turco il 30 aprile 2008, quando erano state recepite le novità introdotte da un'altra sentenza, quella del Tar del Lazio che eliminava il divieto alla diagnosi preimpianto degli embrioni, mantenendo però il divieto a qualsiasi diagnosi a fini eugenetici. In diversi centri, poi, osserva Gallo 'ad esempio a Benevento, c'è ancora il limite dei tre embrioni, motivato dal fatto che la struttura non ha la possibilità di crioconservarli. In altri centri si da' un limite di età fra 40 e 42 anni, che non c'è nella legge'. Una applicazione della norma, insomma, 'a macchia di leopardo', sulla quale la commissioni parlamentare sul Ssn potrebbe aprire un'inchiesta, come ha spiegato il presidente, Ignazio Marino, ospite del convegno. Si attende quindi che il ministero della Salute si muova per aggiornare le linee guida, annunciate dal sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella subito dopo la sentenza della Consulta del 2009, anche se, come ha detto Emma Bonino, 'questa epoca di terzi poli, terzi polli, Berlusconi bis e quant'altro non lasciano nessuno spiraglio all'ipotesi di una revisione più laica della legge 40'. Nel frattempo vanno avanti i ricorsi delle coppie con problemi di fertilità. Sotto 'processo' ora un altro pilastro della legge, il divieto di fecondazione eterologa (cioè con seme di persona esterna alla coppia). 'Due ricorsi, del tribunale di Firenze e di Catania, sono già all'attenzione della Corte - ha spiegato Gianni Baldini, avvocato che ha seguito insieme a Gallo il ricorso della coppia di Torino che ha ottenuto dai giudici di Firenze il primo rinvio alla Consulta proprio sul divieto di fecondazione eterologa - e per altri due stiamo aspettando di essere convocati dai tribunali di Bologna e di Salerno, sempre di coppie sterili che necessitano dell'eterologa che si sono trovati davanti a un diniego da parte delle strutture cui si erano rivolti'. La sentenza del tribunale di Bologna 'potrebbe uscire a giorni'. In ogni caso 'prevediamo che la Consulta si pronunci entro la prossima primavera'. Clicchi qui per commentare.