Equivalenti: ancora scarsa la diffusione

Redazione DottNet | 20/12/2010 18:36

Dieci anni fa, quando la legge 405 introdusse i farmaci equivalenti in Italia, solo una persona su cento li usava, mentre oggi il rapporto è di 1 a 10: numeri interessanti benché lontani dalla media europea che registra un rapporto di 5 su 10. Si tratta di una piccola rivoluzione per gli italiani, notoriamente sospettosi nei confronti dei farmaci non 'griffati', che nell'ultimo decennio si sono abituati all'idea che un farmaco che porta solo il nome del suo principio attivo è ugualmente efficace rispetto al farmaco più noto.

Gli esperti sono unanimi nel sottolineare che molta strada e' stata fatta, ma che molto lavoro c'è ancora da fare: attualmente solo il 13% dei farmaci ha un suo equivalente e per questo il Codacons ha chiesto al ministro della salute Fazio di intervenire con provvedimenti che rilancino e incentivino la diffusione del generico. La promozione sul generico va sempre sostenuta perché in "i medici di base persistono nel non voler prescrivere i farmaci equivalenti e i farmacisti dimenticano di informare il paziente dell'esistenza di un generico" identico in efficacia e certamente più economico.