Farmaci, gli effetti non sono uguali per tutti

Farmaci | Redazione DottNet | 20/12/2010 18:38

I farmaci non su tutti hanno gli stessi effetti: 'Nel 30-60 per cento dei pazienti, a seconda di quello utilizzato, possono non avere efficacia e/o indurre reazioni avverse indesiderate a volte anche gravi'. Lo ricorda Emilio Clementi, direttore dell'unità operativa di Farmacologia clinica dell'Ospedale Sacco di Milano, all'inaugurazione del Centro di sperimentazione della Fase 1, la prima che testa gli effetti di un farmaco sull'uomo.

'La variabilità interindividuale ai farmaci somministrati alla stessa dose - continua Clementi - è un problema serio di salute pubblica'. All'ospedale Sacco da circa un anno esiste un'unità operativa di Farmacologia clinica dove gli esperti studiano gli effetti della prima somministrazione del farmaco sull'uomo, valutando cioè in che modo il medicinale agisce sul metabolismo umano: dalla velocità con la quale il farmaco viene assorbito, distribuito, metabolizzato ed eliminato dal corpo umano, al suo dosaggio fino ai suoi eventuali effetti secondari. La struttura permette inoltre di monitorare le concentrazioni di farmaco effettivamente raggiunte nel sangue di ciascun paziente, di valutare la predisposizione su base genetica ad una risposta non 'normale' (maggiore, minore o tossica) e di sorvegliare nel tempo l'andamento della terapia e la comparsa di eventuali reazioni avverse. Con il nuovo centro Studi di Fase 1, funzionalmente collegato all'unità di Farmacologia clinica, si affina ancora di più la prospettiva della terapia personalizzata. Presentata come 'l'unica in Italia in un ospedale pubblico', la nuova struttura è dotata di 4 letti ed è accreditata al servizio sanitario nazionale. Il nuovo centro, rende noto l'ospedale, ha già ricevuto una prima commessa per uno studio di dose massima tollerabile finanziato dalla onlus Parent Project nel contesto delle nuove terapie per la distrofia muscolare di Duchenne.

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