Arriva la carta dei diritti del neonato prematuro. L’Italia è la prima al mondo

Redazione DottNet | 22/12/2010 00:08

E' articolata in 10 punti la Carta dei diritti del bambino nato prematuro, realizzata da un gruppo di esperti, tra neonatologi, ginecologi, esperti internazionali, Oms e associazioni di genitori, su iniziativa dell'associazione Vivere onlus, presentata questa mattina al Senato. L'Italia è il primo paese al mondo a predisporre un documento del genere, raccogliendo così l'invito fatto a settembre scorso dal segretario dell'Onu, Ban Ki Moon, alle Nazioni Unite a lavorare per la salute materna e infantile. Obiettivo della carta è far riconoscere alle istituzioni il diritto dei nati pretermine di usufruire da subito e nel futuro del massimo livello di cure e attenzioni adeguate alla loro condizione. In questo percorso di diritti, si inizia stabilendo che il neonato prematuro deve essere considerato una persona.

 Negli articoli successivi e' inoltre stabilito che tutti i bambini hanno diritto a nascere in un ambito assistenziale che garantisca sicurezza e benessere, ad avere ogni trattamento congruo al proprio stato di salute, terapie per alleviare il dolore e cure compassionevoli in fase terminale. C'è anche il diritto ad avere contatto immediato con i genitori, ad usufruire dei benefici del latte materno durante tutta la degenza e ad essere allattato al seno non appena possibile. E' inoltre previsto che i genitori siano informati correttamente, siano sostenuti nell'acquisizione delle loro particolari competenze genitoriali, che il neonato abbia continuità di cure anche dopo il ricovero con un piano di assistenza personale condiviso con i genitori, ad avere cure riabilitative nel caso di disabilità e a beneficiare della collaborazione tra istituzioni, enti e terzo settore per l'assistenza.  Il problema della nascita pretermine, cioe' prima della 37/a settimana di gestazione, riguarda ogni anno nel mondo circa 13 milioni di bambini, di cui 500mila in Europa e 40mila in Italia, pari al 6,9% delle nascite che avvengono nel nostro Paese. 'Ci sono diversi fattori che influiscono e portano ad un parto prematuro - ha spiegato Giorgio Vittori, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia - Oltre alle cause e le patologie che possono colpire la madre, il feto o entrambi, in questi ultimi anni hanno senz'altro inciso le nascite tramite fecondazione assistita, che nel 30% dei casi avvengono pretermine, anche per il numero di parti gemellari pari al 50%. Bisogna quindi limitare il numero di embrioni impiantati in alcuni casi. Ad incidere poi può essere una gravidanza male organizzata a livello assistenziale e le malattie sessualmente trasmesse'. Il tasso dei prematuri che muoiono nel primo anno di vita è alto. Nel mondo ci sono quattro milioni di decessi correlati alla prematurità. In Italia la mortalità nel primo anno di vita' è pari al 3,7%, di cui il 71,2% nel primo mese. Molti di questi bambini che sopravvivono si trovano inoltre a dover vivere con disabilità più o meno gravi per il resto della vita. 'Ma oltre ai grandi prematuri - ha aggiunto Francesco Macagno, neonatologo - non bisogna dimenticare i cosiddetti 'late preterm,' cioè quei bambini nati nelle tre settimane precedenti il termine previsto. Questi hanno infatti tassi di mortalità e disabilità molto più alti dei bambini nati a termine e sono tanti'.