Certificati online, la fine del periodo di collaudo si avvicina. Ma le associazioni di categoria premono per la doppia modalità. Stop alle truffe dei medici col nuovo sistema Cad

Medicina Generale | Silvio Campione | 22/12/2010 18:37

I toni enfatici sull’ultimo report relativo alla spedizione online dei certificati di malattia lascia presupporre che, come fanno trapelare da Palazzo Vidoni, ci si starebbe avviando verso la fine del periodo di collaudo, prevista per il 31 gennaio prossimo. E’ comunque d’obbligo il condizionale perché i rappresentanti di categoria hanno fatto chiaramente intendere che sarebbe preferibile proseguire con la doppia modalità senza penalizzare i medici, in particolare coloro che hanno ancora difficoltà con l’Adsl. Intanto è stato approvato il nuovo codice dell'amministrazione. “E' un provvedimento di estrema importanza di digitalizzazione della pubblica amministrazione – dice Brunetta -, uno dei punti del programma di governo che fa seguito al codice del 2005 del ministro Stanca: è un aggiornamento, un rilancio di quel codice”.

“Così - ha aggiunto - vengono completate le due grandi riforme della pubblica amministrazione e si introducono anche misure premiali e sanzionatorie per le amministrazioni virtuose con la possibilità di monetizzare i risparmi”. Il sistema, assicura il ministro servirà anche per ridurre le truffe da parte dei medici: “Siamo tutti consapevoli che nel circuito prescrizione medica-farmacia-cittadino il margine di truffa è ampio. Con queste misure lo sarà molto di meno”. Ma torniamo ai certificati: a tutt’oggi sono oltre 2,4 milioni i certificati di malattia dei lavoratori pubblici e privati trasmessi per via telematica all'Inps.  Secondo gli ultimi dati ufficiali forniti dall'Inps, nell'ultima settimana sono stati trasmessi dai medici oltre 191.000 documenti (con un incremento del 26% rispetto alla settimana precedente), portando così il totale a 2.426.713 certificati. A livello regionale il flusso dei certificati di malattia digitali risulta così distribuito: 890.937 in Lombardia, 338.726 nel Lazio, 200.266 in Veneto, 145.072 in Emilia Romagna, 140.295 in Sicilia, 136.123 in Campania, 89.361 nelle Marche, 70.423 in Piemonte, 66.274 in Puglia, 56.800 in Toscana, 52.803 in Abruzzo, 46.704 in Calabria, 43.555 nella Provincia di Bolzano, 26.790 in Liguria, 25.811 nella Provincia di Trento, 24.449 in Sardegna, 20.959 in Umbria, 17.892 in Basilicata, 15.200 in Friuli Venezia Giulia, 9.828 in Valle d'Aosta e 8.445 in Molise. Il parallelo tra i certificati di malattia dei lavoratori privati acquisiti dall'Inps nel 2009 in forma cartacea con il numero di certificati inviati telematicamente nel 2010 rende evidente l'effetto positivo della nuova procedura. La quota dei documenti trasmessi online nel 2010 rispetto ai cartacei del 2009 è cresciuta dal 20% di agosto, al 45% di settembre, al 56% di ottobre, al 57% di novembre. Questo andamento positivo si riscontra anche in queste settimane di dicembre, con la quota di certificati inviati online che ha raggiunto l'82% dei certificati inviati in modalità cartacea nello stesso periodo dello scorso anno.Dai dati aggiornati del Ministero dell'Economia e delle Finanze emerge che la media regionale dei medici di famiglia abilitati alla nuova procedura ha raggiunto il 91%. Sono dotati delle credenziali necessarie all'invio dei certificati tutti i medici di famiglia in Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia (dove è utilizzata la Carta Nazionale dei Servizi) e in Valle d'Aosta (dove il 100% dei medici è dotato di Pin). La percentuale dei medici abilitati supera il 91% in Veneto, nella Provincia di Bolzano, in Campania, nelle Marche, in Basilicata, in Umbria, in Puglia, in Calabria, in Piemonte, in Molise e in Sardegna. Seguono Abruzzo (89%), Lazio (87%), Sicilia (86%) e la Provincia di Trento (71%). Si conferma il ritardo della Liguria, dove solo il 49% dei medici di famiglia ha ritirato il Pin. Clicchi qui per commentare.

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