Brunetta rilancia con le ricette online: grandi vantaggi per i cittadini. Ma occorre il sì di Tremonti

Silvio Campione | 11/01/2011 18:43

Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta sollecita il ministro dell'Economia Giulio Tremonti per l'emanazione dei provvedimenti attuativi per l'avvio della ricetta medica elettronica. In una lettera inviata ieri a Tremonti, come si legge in una nota di Palazzo Vidoni, Brunetta sottolinea come dalla realizzazione della ricetta medica elettronica, prevista dalla normativa vigente in materia di controllo della spesa medica, potranno derivare consistenti benefici sia per il bilancio statale, sia nella qualità del servizio reso ai cittadini. 'La normativa, tuttavia - precisa Brunetta - demanda ai provvedimenti attuativi del tuo Ministero l'avvio della diffusione della suddetta procedura telematica'.

 Il ministro della Pubblica amministrazione ricorda al collega Tremonti di avergli già proposto, con una lettera dello scorso 25 ottobre, un incontro 'con i nostri collaboratori per individuare una condivisa linea di indirizzo che portasse alla sollecita realizzazione di questo importante obiettivo'. 'Non avendo avuto riscontro alla mia precedente missiva, ti rinnovo la richiesta - afferma ancora Brunetta - di definire al più presto i provvedimenti attuativi della norma in questione di competenza della tua amministrazione, nella convinzione che l'utilizzo della ricetta medica elettronica rappresenti un importante avanzamento nell'applicazione delle tecnologie digitali nella pubblica amministrazione e, nel contempo, determini concreti vantaggi per il bilancio statale derivanti dal monitoraggio delle dinamiche della spesa sanitaria'. La norma sulle ricette mediche online à indicata all'articolo 11 comma 16 del decreto legge 78/2010, contenente 'misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività pubblicato il 31 maggio scorso: l'articolo della manovra dispone che la ricetta online sostituisca a tutti gli effetti la prescrizione cartacea (quella rossa). Il paziente dovrà recarsi in farmacia con la tessera sanitaria e un codice attribuito alla ricetta in modo che il farmacista, collegandosi al sistema, possa leggere la prescrizione. La ricetta medica elettronica, innovazione per ora limitata esclusivamente alla Lombardia e a due sperimentazioni in atto in Piemonte e Campania, garantirebbe un taglio del 30% della spesa farmaceutica. In altre parole si parla di un risparmio attorno ai 2 miliardi all'anno. L'invio telematico dei dati contenuti nelle ricette mediche comunque, e' previsto da anni, dal decreto legge 50 del 2003 nell'ambito del progetto 'tessera sanitaria'. Nella finanziaria del 2007 (con il governo Prodi) era prevista la trasmissione telematica al Mef della ricetta da parte del medico nel momento in cui viene compilata. La misura già da allora era volta, come quella attuale, al contenimento della spesa sanitaria e quindi a esercitare un maggiore controllo su quanto viene erogato su farmaci ed esami diagnostici. Per il perfezionamento della norma approvata nel maggio scorso manca in primis il decreto attuativo che indichi tempi e modalità tecniche e gli accordi con le Regioni. A livello operativo lo strumento c'è, in quanto può essere utilizzato il Pin che viene assegnato ai medici di famiglia per la trasmissione telematica dei certificati medici online. La Lombardia tuttavia, regione leader in materia di sanità, conferma il primato anche in questo caso: ha adottato un sistema diverso, una carta con password per una maggiore garanzia di sicurezza.Secondo quanto affermato alla fine dello scorso anno dallo stesso ministro Brunetta, con la ricetta online si potrebbe arrivare a un risparmio di circa il 30% sulla spesa farmaceutica (tra i 15 e i 17 miliardi), una parte, circa 800-900 milioni di euro dal taglio del flusso cartaceo. A questa cifra si deve aggiungere un altro 7-8% di risparmi su errori, sprechi ecc. pari a 1,2 mld in totale, e quindi circa 2 mld l'anno. Inoltre, sono previsti risparmi sui costi sociali, sui tempi per le prescrizioni ai malati cronici, che potrebbero usufruire di una sorta di ricetta ricaricabile, senza contare la parte di prenotazioni di visite al Cup. La dematerializzazione totale comunque, non è pensabile: la trasmissione telematica è prevista comunque all'80% sia per i farmaci sia per la diagnostica mentre per altri casi, come ad esempio l'attività a domicilio, non si può prevedere l'eliminazione della carta. Clicchi qui per commentare.

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