Influenza, Iss: vaccinarsi subito, ci saranno casi gravi e altri decessi

Silvio Campione | 12/01/2011 10:12

Con l'incremento del numero dei casi, che raggiungerà il picco tra fine gennaio e inizio febbraio, l'influenza farà registrare anche quest'anno casi gravi e decessi nel nostro Paese. Per questo è bene vaccinarsi, soprattutto per le categorie a rischio: si è ancora in tempo. E' l'appello dell'Istituto Superiore di Sanità, in una nota pubblicata sul sito Epicentro. Dopo la morte di una donna in Friuli, e di 50 persone in Gran Bretagna (quasi tutte per il virus A/H1N1) l'influenza torna a far paura: la maggior parte delle persone decedute - sottolinea l'Iss - risultava non vaccinata nonostante il 70% appartenesse a categorie a rischio per le quali la vaccinazione antinfluenzale era raccomandata. Anche in Italia, secondo gli esperti dell'Iss, a fronte dell'aumento del numero dei casi registrato nelle ultime due settimane attraverso il sistema di sorveglianza Influnet, ci si aspetta un incremento di malattie gravi e decessi associati all'influenza, che tuttavia rientra nell'atteso.

Ogni anno, infatti, durante le normali stagioni influenzali, anche nel nostro Paese l'influenza provoca mediamente 8.000 morti considerando tutte le cause di morte e circa 1.000 decessi considerando come causa di morte soltanto polmonite e influenza. Le uniche differenze, rispetto alle stagioni influenzali non pandemiche, sono relative alle fasce di età più colpite, normalmente rappresentate dai soggetti al di sopra dei 65 anni. Nelle ultime due stagioni, in cui sta circolando il virus pandemico, i casi gravi e i decessi sono stati registrati anche in soggetti più giovani che presentavano patologie croniche di base e in una piccola percentuale di soggetti giovani sani. Uniche 'armi' realmente efficaci, le principali misure igienico sanitarie e soprattutto il vaccino: considerando che il picco dell'influenza in Italia è atteso verso la fine di gennaio e l'inizio di febbraio 2011 e che il vaccino richiede due settimane per essere efficace, l'Istituto Superiore di Sanità consiglia, specialmente a coloro che appartengono alle categorie a rischio di complicanze (come i malati cronici e gli anziani) di vaccinarsi al più presto.Sarà purtroppo 'inevitabile' qualche caso grave in Italia legato all'influenza A, come quello dell'uomo morto in Puglia, seconda vittima italiana del virus A H1N1. A spiegarlo è Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, secondo il quale l'andamento è assolutamente simile a quello delle normali stagioni influenzali, con un percorso quindi previsto che non desta preoccupazione fra gli esperti. 'Questo virus ha nella sua corsa piccole mutazioni che sono del tutto simili a quelle già registrate nell'emisfero australe e che sono del tutto ininfluenti dal punto di vista dell'aggressività della malattia e per la risposta al vaccino o ai farmaci. Qualche caso grave purtroppo era atteso, sapevamo che l'influenza A avrebbe continuato a circolare e proprio per questo il vaccino utilizzato quest'anno ne prevede l'immunizzazione'. Con l'arrivo del picco influenzale e con l'aumento dei casi crescerà quindi la possibilità di qualche nuova vittima. 'L'anno scorso, visto che il picco era stato anticipato a novembre - ha detto Rezza - in questo periodo si contavano già circa 200 morti' su circa 260 decessi registrati complessivamente a fine staqione. Il vaccino contro il virus AH1N1 messo a punto durante la pandemia del 2009 è stato efficace nel 70% dei casi. Lo afferma uno studio condotto in sette stati europei fra cui l'Italia, secondo cui l'iniezione funziona soprattutto nelle persone sotto i 65 anni e senza altre patologie pregresse. "Lo studio ha riguardato 3 gruppi di persone per classi d'età. - spiega Stefania Salmaso, direttrice del Centro di Epidemiologia Sorveglianza e promozione della Salute dell'Istituto Superiore di Sanità - Meno di 15 anni, tra i 15 e i 64, più di 65 anni e un gruppo di persone con patologie croniche. Nella fase finale della pandemia i risultati hanno rilevato una protezione del vaccino con efficacia compresa tra il 65 e il 100% a seconda dei gruppi d'età analizzati". Le categorie su cui il vaccino si è rivelato più efficace sono le persone sotto i 65 anni e quelle che non hanno malattie croniche, ma anche per gli altri la copertura è giudicata soddisfacente dagli esperti: "I dati dello studio - spiega Enrico Garaci, presidente dell'Iss - ribadiscono l'importanza degli interventi vaccinali, e in particolare rappresentano un'ulteriore conferma dell'efficacia del vaccino contro l'influenza pandemica, a suo tempo ingiustamente criticato, fornendone una valutazione sul campo". Lo studio verrà effettuato di nuovo, per verificare se il vaccino di quest'anno per l'AH1N1, inserito in quello trivalente per l'influenza stagionale, mantiene la stessa efficacia.