Certificati online, contro l’imminente fine del periodo di collaudo scendono in campo Fimmg e Snami: ancora troppe le criticità

Silvio Campione | 12/01/2011 23:24

Prorogare la sospensione delle sanzioni, attualmente valida fino al 31 gennaio, per i medici che non invieranno via Internet i certificati di malattia all'Inps. E' la richiesta fatta al governo dalla Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) e dallo Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani). "I nostri dati - afferma il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo - evidenziano i continui progressi nella trasmissione dei certificati on-line. Ci troviamo però ancora lontani da livelli di performance di sistema che consentono una piena messa a regime".

Dall'ultimo sondaggio effettuato dalla federazione, su un campione di 1.700 professionisti, emerge che attualmente 9 medici su 10 sono in grado di effettuare la procedura (a settembre la percentuale era del 65% circa). I medici che trasmettono direttamente dalla propria scheda elettronica sono passati dal 28,2% di settembre al 38,6%. Tende ad azzerarsi il numero dei medici che rinuncia all'invio del certificato (passando in 4 mesi dal 27,1% al 3,3%) e diminuisce il tempo necessario per la trasmissione. Quanto al call center, rimangono sostanzialmente invariate le criticità nel suo utilizzo: il 42,4% dei medici rinuncia a completare la procedura (a settembre era il 47,6%). La proroga della scadenza del 31 gennaio, oltre la quale sono previste sanzioni, viene chiesta anche dallo Snami. "Quotidianamente ci giungono ancora segnalazioni di difficoltà del sistema - dichiara il presidente del sindacato, Angelo Testa - che alla fine sono di intoppo alla attività clinica del medico rallentandone di fatto il lavoro quotidiano". "Nella mia regione - aggiunge Nicola Grimaldi, presidente dello Snami abruzzese - le problematiche in negativo dei sistema dell'invio on line sono all'ordine del giorno. Le segnalazioni più frequenti sono quelle del lunedì mattina: il sistema funziona peggio del solito o addirittura si blocca con i conseguenti inevitabili disagi per i colleghi medici". Intanto arriva la risposta da Palazzo Vidoni e dall’Inps con i consueti dati: accelera, secondo il ministero, la diffusione della nuova procedura per l'invio online dei certificati di malattia dei lavoratori pubblici e privati all'Inps. Nell'ultima settimana i medici hanno trasmesso all'Istituto 179.796 documenti (di cui 78.597 solo nelle ultime 24 ore), con un incremento del 25% rispetto alla settimana precedente, portando così il numero complessivo dei certificati trasmessi a 2.872.620. Lo rende noto il ministero per la Pubblica amministrazione e innovazione. Regione leader per l'invio online dei certificati è la Lombardia (trasmessi 1.021.020 documenti), davanti a Lazio (400.502) e Veneto (240.970). La quota dei documenti trasmessi online nel 2010 rispetto ai cartacei del 2009 è cresciuta costantemente negli ultimi mesi, passando dal 20% di agosto, al 45% di settembre, al 56% di ottobre, al 57% di novembre, al 75% di dicembre. Secondo le prime stime di gennaio, la quota dei certificati online rispetto ai certificati cartacei di 12 mesi fa si attesta intorno al 90%. Secondo i dati forniti dal Ministero dell'Economia e delle Finanze aumenta anche la media regionale dei medici di famiglia abilitati alla nuova procedura che supera ormai il 92%. In Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, dove è utilizzata la Carta Nazionale dei Servizi, il 100% dei medici di famiglia è abilitato all'invio telematico dei certificati. Aumentano ancora i servizi resi disponibili dalla nuova procedura. Come comunicato dall'INPS con la circolare n.164 del 28 dicembre 2010, è ora possibile per il lavoratore richiedere l'invio automatico dei certificati alla propria casella di Posta Elettronica Certificata. Clicchi qui per commentare.