Testamento biologico, il tribunale di Firenze accoglie il ricorso di un anziano che chiedeva la nomina di un amministratore. Il testo della legge

Sanità pubblica | Silvio Campione | 12/01/2011 23:34

Sono mesi che se ne discute, tra convegni e aule parlamentari. E adesso il testamento biologico, che riprenderà il suo iter parlamentare a febbraio, torna di nuovo a proporsi come un'arma di consenso e divisione tra le forze politiche. A riaccendere il conflitto tra maggioranza e opposizione è stata ieri la decisione del Tribunale di Firenze, che accolto il ricorso di un uomo di 70 anni in buona salute, in cui chiedeva "la nomina di un amministratore di sostegno autorizzato, per il tempo di eventuale perdita della capacità autodeterminativa", ad opporsi a determinati trattamenti sanitari quali la respirazione artificiale.

 Il tribunale ha anche dato l'ok a cure che annullino il dolore anche se ci fosse un rischio di anticipare la morte del paziente. I temi etici, biotestamento in primis, potrebbero diventare dunque essere il terreno su cui si consumerà l'ennesimo scontro tra Pdl e Terzo Polo. Nonostante il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, si sia detto "convinto di come voterà la stragrande maggioranza del nuovo polo", e Francesco Rutelli (Api) abbia ribadito che ci sarà ''liberta' di coscienza in materia'', è chiaro che questo potrà essere un fronte su cui il partito di Berlusconi potrà far leva per richiamare nelle proprie fila i futuristi non in linea con l'orientamento più laicista e radicale di altri esponenti del partito. Le reazioni alla sentenza di Firenze non si sono fatte attendere, soprattutto da Pdl e Udc. Il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, ha infatti criticato ''l'uso improprio'' da parte di alcuni magistrati della figura dell'amministratore di sostegno, e confermato ''l'urgenza di una legge nazionale che applichi l'art. 32 della Costituzione, e consenta la libertà di scegliere o eventualmente rifiutare le terapie, con regole e garanzie chiare per tutti i cittadini". Paola Binetti dell'Udc ha invece deplorato ''il tempismo perfetto'' della sentenza che arriva proprio ''mentre in Parlamento riprende il dibattito sul testamento biologico'', anticipando ''una legge dall'iter faticoso", mentre per Maurizio Lupi (Pdl), la sentenza di Firenze ''e' un atto grave per il contenuto, che rappresenta l'anticamera dell'eutanasia''. Dall'opposizione è Ignazio Marino (Pd) a parlare, chiedendo di smetterla ''con questo clima da stadio'' e alla politica di ''fare un passo indietro". E Maria Antonietta Farina Coscioni dei Radicali rileva che ''il diritto del cittadino di decidere se e come essere curato è un principio costituzionale, che la maggioranza vuole stravolgere. Ma non si può chiedere che la magistratura si associ ai suoi propositi''. Intanto dalla commissione Bilancio della Camera è arrivato il sì al progetto di legge sul biotestamento con una serie di paletti sui costi. Le politiche sociali ed economiche per la presa in carico del paziente non dovranno infatti comportare maggiori oneri allo Stato. Un ulteriore ostacolo che l'Aula della Camera dovrà affrontare a febbraio, in un dibattito che si annuncia già incandescente. ''Si scopre la filosofia del partito della vita - commenta Marino - perché da un lato si ricordano le carenze del governo nel varare i nuovi Livelli essenziali di assistenza; dall'altro si mette in luce la carenza di fondi stanziati; quest'anno, per le cure palliative ci sono 1mln di euro mentre la Germania ha stanziato 240 mln''. Il disegno di legge sul testamento biologico è arrivato alla Camera un anno e mezzo fa, dopo essere stato approvato dal Senato il 26 marzo 2009. E aspetta da oltre sei mesi i pareri delle altre commissioni competenti, dopo essere stato licenziato dalla commissioni Affari Sociali il 12 maggio, che ha dato l'ok al testo con 19 emendamenti. Tra le modifiche principali rispetto al provvedimento uscito da Palazzo Madama, quella che prevede la sospensione solo in casi eccezionali di nutrizione e idratazione artificiale anche per chi si trova in situazione di fine vita, e non più solo in stato vegetativo permanente. Ad oggi il disegno di legge è ancora in attesa dei pareri delle commissioni Giustizia, Affari Costituzionali mentre la commissione Bilancio ha espresso il suo sì con alcuni paletti. Nella relazione, arrivata nelle scorse settimane, si evidenzia che alcune delle norme che esso contiene sono onerose: un aspetto che potrebbe dunque rallentare ulteriormente l'iter della legge, visto che le ristrettezze di bilancio non permettono al governo di varare leggi che prevedano nuovi e significativi oneri di spesa. Ecco in sintesi il testo che dovrebbe arrivare in Aula a Montecitorio, salvo ulteriori modifiche se saranno richieste nei pareri delle altre commissioni:

- NUTRIZIONE: L'alimentazione e l'idratazione artificiali non faranno parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento, ma potranno essere sospese in casi eccezionali, quando il paziente non è più in grado di assimilarle e quando ''le medesime risultino non più efficaci''

- SOLO DAT: sarà valida solo la dichiarazione anticipata di trattamento espressa nelle forme previste dalla legge. Escluse altre dichiarazioni che non potranno essere utilizzate per ricostruire le volontà della persona.

- LEA: Ai pazienti in stato vegetativo sarà garantita ''l'assistenza ospedaliera, residenziale e domiciliare'' prevedendola tra i livelli essenziali di assistenza.

- FIDUCIARIO: In assenza della nomina di un fiduciario, la dat prevede che i compiti previsti dallo stesso fiduciario ''saranno adempiuti dai familiari (a partire dai genitori, Ndr) indicati dal Codice Civile.

- MEDICO: Le volontà espresse dal paziente nelle dichiarazioni anticipate di trattamento rimangono non vincolanti per il medico curante. Clicchi qui per partecipare al pool.

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