Governatori del Sud in rivolta: bocceremo il piano sanitario

Redazione DottNet | 13/01/2011 19:56

Il riparto del fondo sanitario 2011 che ammonta a 106 miliardi e 452 milioni di euro darà probabilmente più di un grattacapo al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che dal prossimo giovedì riunirà a Roma i governatori per discuterne. Ieri infatti si sono visti gli assessori regionali alla sanità per preparare il lavoro in vista dei prossimi incontri dei presidenti. Ma al tavolo si sono sentite le lamentele dei rappresentanti di molte Regioni, soprattutto del sud, che non digeriscono il fatto che i criteri di riparto proposti dal ministero della Salute e al centro dell'incontro, non vedano alcun cambiamento rispetto al meccanismo del 2010 e puntano esclusivamente sul calcolo della popolazione, basandosi sugli ultimi dati Istat. Le Regioni del sud chiedono invece che si tenga conto, quest'anno, anche del cosiddetto indice di deprivazione, ovvero delle condizioni socio-economiche delle popolazioni, notoriamente più difficili nel Mezzogiorno.

Tra i più polemici  è stato il governatore della Campania, Stefano Caldoro, che è sbottato: 'Non daremo l'intesa a questo piano di riparto della sanità. E sono convinto che come noi faranno altre Regioni del sud. Chiedo che il governo garantisca un federalismo che sia veramente equilibrato e competitivo'. Secondo Caldoro 'c'è una resistenza delle Regioni del nord che vogliono mantenere una posizione di rendita, non vogliono perdere quello che hanno' ma 'tutte le Regioni devono partire dallo stesso punto di partenza' altrimenti, ha detto usando una metafora sportiva, ''e' come se gli atleti non partissero dallo stesso segnale di via'. Il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, dal palco dello stesso convegno a cui era presente Caldoro, ha detto che 'abbiamo le carte in regola per dire la nostra e faremo sentire la nostra voce' poiché la Sicilia 'ha rispettato in pieno il Piano di rientro dal deficit sanitario, ha risparmiato un miliardo in 2 anni e ha rallentato il non invidiabile primato che deteneva sulla mobilità sanitaria interregionale'. Proprio su quest'ultimo punto, l'assessore Massimo Russo, a capo della sanità regionale in Sicilia, ha spiegato che oggi otto Regioni del Mezzogiorno hanno scritto una lettera al ministro della Salute nella quale chiedono di togliere dal Fondo sanitario i fondi relativi alla mobilità interregionale, che costa 1,2 miliardi l'anno 'erogati senza controlli sulla programmazione e l'appropriatezza'. L'assessore non ha negato che trovare l'intesa tra le Regioni sul riparto, quest'anno, 'sarà particolarmente difficile'. 'E' emerso un dissenso totale sul riparto delle risorse così come è stato formulato dal ministero', ha spiegato Russo. E' pessimista l'assessore alla Sanità della Regione Puglia, Tommaso Fiore: 'Quest'anno salta il coperchio: l'accordo tra le Regioni per il riparto del Fondo sanitario 2011 non si troverà', ha affermato. La partita e' delicata, secondo Fiore, perché c'è la questione relativa al federalismo fiscale: costi standard e benchmark tra le Regioni con le performance migliori si costruiranno nel 2013 sulla base dei risultati finali del 2011 nell'amministrazione della spesa sanitaria 'e chi e' zoppo quest'anno lo sarà ancora di più il prossimo', fa notare più di un assessore. Più ottimista l'assessore alla Sanità della Basilicata, Attilio Martonaro, secondo il quale 'Ci vorrà lavoro e pazienza ma la voglia di dialogo non manca e alla fine arriveremo ad un riparto condiviso del Fondo sanitario 2011'. Su questa linea anche il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità e assessore in Veneto, Luca Coletto: 'faremo il possibile per trovare un punto di sintesi - dice - ma è chiaro che la deprivazione non può essere l'unico criterio alla base del riparto. Vanno premiate le Regioni che hanno razionalizzato di più, chi ha tenuto bassi i costi e chi dispone di bilanci in equilibrio'. Alla fine della riunione, gli assessori hanno concordato di dare mandato ad un tavolo tecnico, guidato dai direttori generali, di elaborare nuove proposte di riparto partendo dal lavoro già messo a punto dall'Agenas all'inizio della scorsa estate. Gli assessori alla sanità torneranno a riunirsi il prossimo 19 gennaio; il 20 sarà la volta dei presidenti delle Regioni che avranno presumibilmente tempo fino a fine febbraio per elaborare una propria proposta di riparto del Fondo. Altrimenti entrerà in vigore quella messa a punto dal ministero guidato da Ferruccio Fazio e che tante polemiche sta suscitando.

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