Medici e web: presentato all'Ordine dei medici di Napoli il sondaggio della Merqurio

Redazione DottNet | 18/01/2011 20:00

Presentato all'Ordine dei Medici di Napoli il sondaggio della Merqurio su medici e web. Una fotografia dettagliata sulla familiarità che hanno i medici con il pc e con internet da cui si deduce che la categoria  conosce l’informatica anche se non si considera esperta, utilizza il pc per lavoro ed è  certa che un giorno l’informazione via web sostituirà il cartaceo. Secondo la ricerca, che ha coinvolto 462 medici, il 34 per cento dei professionisti intervistati ha rilevato che 'sono numerosi o molto numerosi' i pazienti che si presentano dopo aver consultato internet alla ricerca di una diagnosi. 'Oggi - ha spiegato il presidente dell'Ordine, Gabriele Peperoni - pur consci dell'importanza del web, ci troviamo di fronte alla necessità che sia istituita, per quanto riguarda le informazioni sanitarie diffuse via internet, un'autorità garante a tutela della veridicità della notizia e, dunque, della salute della popolazione'.

Secondo uno studio inglese, citato dal presidente Peperoni, in Italia l'80 per cento dei pazienti va sul web per capire i propri problemi di salute e il 40 per cento giunge, attraverso quanto letto, a un'autodiagnosi. Numeri che denotano, ha sottolineato l'assessore regionale all'Università e all'Informatica, Guido Trombetti 'la necessità che l'utilizzo di uno strumento straordinario come internet non sia consegnato nelle mani di persone che non abbiano un'opportuna capacità di analisi e da qui - ha aggiunto - il bisogno che l'uso del web sia insegnato nelle scuole al fine di distinguere informazioni certificate da notizie senza fondamento'. Ma la ricerca, ha avuto anche lo scopo di tastare il rapporto tra i medici partenopei e l'utilizzo delle nuove tecnologie. Da questo punto di vista, i dati dicono che per l'85 per cento degli intervistati 'l'informatica non e' un mistero', ma soltanto un 21 per cento si ritiene 'esperto' e solo il 3,6 per cento giudica di avere 'ottime conoscenze'. Ma non solo. Il 92 per cento dei medici usa il computer per la gestione di cartelle cliniche e pratiche amministrative. Tuttavia, il presidente Peperoni ha ricordato come 'le Asl e le strutture ospedaliere partenopee non siano attrezzate con nuove tecnologie che devono essere appetibili dal punto di vista dell'accesso e, considerando la situazione economica della sanità campana'. Parole su cui l'esponente della Giunta regionale ha rassicurato i medici affermando che 'la Regione deve andare in questa direzione e soprattutto le Asl che devono fare la loro parte'. Nel dettaglio il rilevamento della Merqurio fa sapere che per  circa l’85% dei professionisti  (392 medici) l’informatica non è più un mistero, ma solo una minima parte, tuttavia, si ritiene esperta (il 21%, 97 professionisti) o con “ottime” conoscenze (solo 17 medici pari al 3,6%) mentre il 15%, settanta medici, ammette di avere difficoltà con l’uso del Pc. Un dato tutto sommato incoraggiante, soprattutto in vista dell’imminente via libera alle certificazione medica online che dal prossimo 31 gennaio sarà obbligatoria, salvo ulteriori rinvii della scadenza del  periodo di collaudo. Ed infatti la maggioranza dei professionisti (425, circa il 92%), adopera il computer come strumento professionale, quindi per la gestione di cartelle cliniche e per le pratiche amministrative; ma il 58% (268 professionisti)  va oltre, impiegando il pc anche per la formazione e l’informazione scientifica. Per quanto riguarda Internet, c’è da osservare che siamo di fronte ad una platea di navigatori saltuari (il 75%, 345 medici) e solo il 21%  (98 professionisti) si considera invece abituale.  La causa va ricercata nella mancanza di tempo: il lavoro nello studio di mmg (il 25%, 113 medici) o in ambulatorio privato (il 19%, 87 medici) assorbe la quasi totalità della giornata come conferma il numero di ore trascorse sul web che per il 45% degli interpellati (208 medici) è al massimo di un’ora al giorno, mentre per il 21% (99 medici)  la permanenza si riduce a poche ore settimanali con il 4%  (19) che invece non sa che cosa sia la navigazione e con un  29% (136 professionisti)  che  riesce a stare sulla rete per più tempo.  Gli orari preferiti per dare un’occhiata al web sono la mattina e il pomeriggio (il 64%, 298 medici), quando evidentemente si riducono le presenze in ambulatorio o allo studio; pochi la sera (il 13%, 62) e ancora meno la notte (il 3,8%, 18). Il 129%, ovvero 597 medici (alcune domande erano a risposta multipla) utilizzano internet per l’informazione scientifica e per la posta elettronica (il 70% va su siti medici), ma ben 392, pari all’85%,  vanno in rete anche per questioni ludiche. Moltissimi sono iscritti a news letter mediche: spicca il dato di Dottnet (che diffonde 38 riviste in abbonamento online) con il 93% (432 medici), seguita a ruota da Edott con il 92% (427 professionisti iscritti), quindi Doctornews con l’85% (395) con una maggioranza che non è abbonata a servizi medici a pagamento. Interessante anche il dato sull’uso di dispositivi telefonici mobili, apprezzati dal 55%  degli interpellati – pari a 257 medici -  che lo utilizza per andare sulla rete. Ma il web pare sia gradito  anche ai pazienti che sempre più numerosi si presentano dal medico dopo essersi informati su internet in merito alle patologie di cui soffrono: per il 34% (161 medici) sono numerosi o molto numerosi, per il 49% (227) sporadici e solo per il 12% (57) il proprio paziente non è andato a curiosare in rete. Nonostante ciò pochissimi dialogano con i pazienti via mail: solo 53, poco più dell’11%, la adopera, un dato che rappresenta un segnale incontrovertibile sulla necessità di avere un contatto personale con il proprio medico di fiducia. Ed infatti i pochi che lo fanno via posta elettronica si limitano a dare ulteriori spiegazioni non di rilievo e appuntamenti. Al contrario, il contatto via mail con altri colleghi è utilizzato dal 66% cioè 307 professionisti  (nel dettaglio il 40%  si scambia  documenti e studi scientifici, il 30% si confronta per  terapie e il 29% per opinioni professionali)  contro un 33% (155)  che non lo fa mai. In ogni caso internet è ritenuto uno strumento utilissimo per il 64% degli interpellati (298) e solo il 31% (147 di essi) lo definisce  “uno strumento come altri”. Se però il portale è supportato da una casa farmaceutica si rischia, per l’83% (pari a 385 medici), di ricevere un’informazione poco attendibile. Inoltre il 33% (156) è certo che l’informazione via web sostituirà la carta stampata, un fenomeno che però preoccupa in misura maggiore il 39%  (183 professionisti) degli intervistati.  Un processo, comunque, ritenuto utile dal 40% dei medici (189) e inevitabile per il 43% (201) degli interpellati. Infine, per il 55%  (258 professionisti)  le strutture sanitarie pubbliche non comunicano con i cittadini come dovrebbero; va leggermente meglio per le istituzioni.