Emoderivati, nessun rischio. Col sequestro le farmacie rimarrebbero prive di prodotti

Redazione DottNet | 24/01/2011 17:37

Gli emoderivati sono "assolutamente sicuri" e sui controlli non c'è stato "alcun contrasto" fra l'Agenzia Italiana del Farmaco e l'Istituto Superiore di Sanità, tra i quali esiste "perfetta sintonia". A precisarlo, con una nota congiunta, il direttore generale dell'Aifa Guido Rasi e il presidente dell'Iss Enrico Garaci in seguito alle notizie diffuse dalla stampa sulla mancanza di sicurezza in alcuni emoderivati. In particolare "la Repubblica" riportava  la notizia di una "guerra del sangue", con l'Aifa che avrebbe denunciato i pochi controlli su questi prodotti e si preparerebbe a chiedere il sequestro dei lotti a rischio, e l'Iss "che ha autorizzato il rilascio dei prodotti in questione. E si oppone al sequestro in quanto il ritiro dei farmaci (essendo la ditta produttrice, la Kedrion, monopolista) provocherebbe un pericolo maggiore: lascerebbe gli ospedali e le farmacie senza quei prodotti necessari a molti pazienti".

Secondo quanto riporta il quotidiano i test su alcuni emoderivati per i quali e' stata chiesta l'autorizzazione all'immissione in commercio non sarebbero completi ne' conformi a quanto richiesto dalle norme Ue e dall'Agenzia Italiana del Farmaco "L'Aifa ritiene di avere il diritto-dovere di chiedere il ritiro di quei lotti - si legge ancora nell'articolo -. Non sono conformi all'autorizzazione. Il rischio di contagio, seppur minimo (stime dicono che si tratti di un rischio attorno a 0,1-1 per milione di sacche di sangue), non e' zero. Opposta la posizione dell'Iss che afferma - d'accordo con la posizione della Kedrion - che non vi siano rischi reali di contagio anche se vengono utilizzati lotti non conformi alle norme dell'Aifa, considerato che il sangue all'origine è ben controllato anche dal punto di vista infettivo e che la lavorazione per estrarre gli emoderivati, a parer loro, fa calare ulteriormente il rischio di infettare i pazienti". Da parte loro, con la nota congiunta, Aifa e Iss hanno smentito i contrasti, precisando che "il controllo degli emoderivati avviene secondo la farmacopea europea in grado di assicurare un elevatissimo standard di qualità". Aifa e Iss evidenziano che "grazie ai rigidi controlli con cui vengono effettuate le trasfusioni nel nostro Paese, il sangue italiano è fra i più sicuri al mondo". Tuttavia, riguardo agli emoderivati in oggetto "nel ribadirne l'assoluta sicurezza", i due enti precisano che "con il contributo di tutte le istituzioni coinvolte stanno lavorando congiuntamente per superare eventuali problematiche tecniche". Della questione è stato investito il ministero della Salute che ha chiesto un parere al Consiglio superiore di Sanità (presieduto dallo stesso Geraci) mentre tutta la vicenda è già arrivata in Parlamento con l'opposizione che chiede al ministro Ferruccio Fazio di fare chiarezza. "Non può esserci alcun dubbio sulla sicurezza degli emoderivati presenti sul mercato dei farmaci, pertanto chiediamo al ministro di riferire in commissione Affari sociali della Camera" ha detto il capogruppo del Pd Margherita Miotto. Parole cui hanno fatto eco quelle del presidente dei senatori dell'Idv Felice Belisario che chiede che Fazio "venga immediatamente in Senato a riferire". In campo anche il presidente della commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, Ignazio Marino: "Attraverso i carabinieri appartenenti al nucleo Nas della commissione ho chiesto chiarimenti all'Aifa sulla sicurezza degli emoderivati, messa in dubbio  dai titoli allarmistici di un quotidiano nazionale - spiega il senatore democratico -. Vorrei sapere, in particolare, a cosa si riferiscono l'Istituto Superiore di Sanità e l'Agenzia del Farmaco quando parlano in una nota del superamento di 'eventuali problematiche tecniche', cha lasciano intuire difficoltà di natura specifica e non generale".

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